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Spin Time, Bersani invoca per okkupanti e risarcimento monstre chiesto allo Stato una “soluzione di fantasia

Schiaffo ai contribuenti

Bersani e la “supercazzola” sullo Spin Time: per gli okkupanti invoca una soluzione di “fantasia”… Intanto paga lo Stato

Politica - di Chiara Volpi - 22 Febbraio 2026 alle 09:29

E non ci vogliono proprio stare. Proprio non vogliono mollare la presa, i compagni col Rolex, quelli della sinistra al caviale, insistono a difendere l’indifendibile. A sostenere la legittimità dell’illegalità mimetizzando tra le pieghe della battaglia civile declinata al veltroniano “sì, ma anche” l’immarcescibili diritto all’occupazione abusiva. Così, mentre il tribunale di Roma mette nero su bianco il fallimento della legalità, condannando il Viminale a un risarcimento monstre di 21 milioni di euro per il mancato sgombero dello Spin Time, la sinistra “Ztl” serra i ranghi. Non per chiedere scusa ai cittadini che dovranno saldare il conto dell’occupazione abusiva dell’ex sede Inpdap all’Esquilino. Ma per rivendicare con orgoglio il diritto alla disobbedienza e all’arbitrio nell’okkupare.

L’occasione per l’ennesima parata del “soccorso rosso” è stata l’assemblea dell’associazione “Compagno è il mondo”, nata dalle ceneri di Articolo Uno. Tra i corridoi del palazzo occupato dal 2013, si sono visti i volti noti della vecchia e nuova nomenclatura progressista: da Massimo D’Alema a Roberto Speranza, fino ad Arturo Scotto. Ma è stato Pier Luigi Bersani a vestire i panni del paladino degli abusivi, lanciando strali contro chiunque osi invocare il rispetto della legge.

La “fantasia” di Bersani

L’ex segretario del Pd, con la consueta sicumera, ha parlato di «bandiera sociale di enorme valore», arrivando a invocare soluzioni basate sulla «fantasia» per evitare lo sgombero. «Siamo qui per testimoniare che bisogna trovare una soluzione per un luogo del genere», spiega Bersani. E aggiunge: «Per dire che qui ci sono 140 famiglie di tutte le nazionalità, c’è un’attività culturale aperta… Non ci sono delle bandiere politiche, ma una bandiera sociale di enorme valore, per questo le istituzioni di buona volontà devono trovare una soluzione».

E gli italiani pagano…

E ancora. «Finché non sarà sgomberata CasaPound, non devono permettersi di venire a chiedere conto della mia presenza qui», ha ringhiato Bersani, ricorrendo al più classico dei benaltrismi per giustificare anni e anni di occupazione illegale all’Esquilino. Per l’ex leader Pd, la proprietà privata sancita dalla Costituzione sarebbe un optional da piegare a logiche di «rigenerazione urbana» che, nei fatti, si traducono in un privilegio per pochi e un danno per tutti. Il paradosso è politico: lo Stato viene condannato a pagare decine di milioni alla proprietà privata per l’inerzia dei governi precedenti (quasi tutti a trazione di centrosinistra). Una rete di protezione che, come abbia già scritto, vanta anche il sostegno di intellettuali “radical chic” — dai soliti Bellocchio, Moretti e Gassmann e compagnia cantante — pronti a firmare appelli dal salotto buono, mentre nelle casse pubbliche si scava una voragine…

La replica di FdI: peccato che la fantasia la pagheranno i cittadini

A riportare l’attenzione sulla realtà dei fatti è la senatrice di Fratelli d’Italia, Ester Mieli, che attraverso una nota dell’Adnkronos ha smontato la narrazione della “sinistra creativa”. «Fantastico, Bersani. Peccato che la fantasia la pagheranno i romani», ha attaccato la senatrice. «La sinistra ha coperto e alimentato l’illegalità per anni, guardando dall’altra parte mentre i debiti si accumulavano. Il risultato? 21 milioni di euro che non usciranno dalle tasche di Bersani, ma da quelle dei cittadini».

Secondo Mieli, siamo di fronte alla solita doppia morale: «Mentre lui fa il duro, dimentica di spiegare chi pagherà il conto di questa tolleranza. Con la sinistra, l’illegalità è sempre a carico di qualcun altro». E alla fine della fiera delle forzature e delle rivendicazioni ardite, tra i veti di Bersani, le passerelle di D’Alema e Speranza convitato di pietra, resta un dato oggettivo: il fortino dello Spin Time continua a godere di un’impunità di una parte della politica che offende chiunque paghi regolarmente l’affitto e le tasse. Per i compagni, la legge è uguale per tutti, ma per gli amici dell’Esquilino c’è spazio anche per una “soluzione di fantasia”…

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di Chiara Volpi - 22 Febbraio 2026