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Barbera dà lezioni a Gratteri: “Parole ai limiti dell’eversione. Un modo rozzo di fare battaglia politica” (video)

Ora chieda scusa

Barbera dà lezioni a Gratteri: “Parole ai limiti dell’eversione. Un modo rozzo di fare battaglia politica” (video)

Politica - di Stefania Campitelli - 14 Febbraio 2026 alle 14:57

“Parole ai limiti dell’eversione”. Così Augusto Barbera, ex presidente della Corte costituzionale, bolla senza sconti l’ultima intemerata del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, sponsor militante del comitato del no al referendum. In un’intervista rilasciata in esclusiva video al comitato del sì, l’insigne costituzionalista, già esponente di peso del Pci, illustra le sue ragione favorevoli alla riforma della giustizia, oggetto del referendum del  21 e 23 marzo. E non si sottrae a un giudizio severo sulle parole del procuratore Gratteri. Ancora più indecenti perché provengono da uno dei protagonisti più importanti nella lotta alla criminalità organizzata.

Barbera su Gratteri: parole ai limiti dell’eversione

“Quella che vedete oggi – si legge sul profilo Instagram del comitato del sì che posta alcuni passaggi del colloquio – è solo un assaggio della lunga riflessione di Barbera. Che ha il merito di contestualizzare la storia di questa riforma della giustizia, che ha radici lontane”. Nell’intervista si ricorda la figura di Giuliano Vassalli e il suo codice che dà l’avvio a un lungo percorso. Vengono poi spiegati i tre pilastri della riforma Nordio. Dalla separazione delle carriere all’Alta Corte Disciplinare, passando per il sorteggio e i due nuovi Csm. Barbera, che non ha certo simpatie per la destra, smonta una dietro l’altra le false tesi del No. Tra le più esilaranti quella secondo la quale i giudici sarebbero sottoposti al governo o che questa riforma aiuterebbe la mafia.

La video-intervista all’ex presidente della Consulta

Infine un commento durissimo alle parole di Gratteri che si inseriscono in questo clima da derby all’arma bianca alimentato dai pasdaran del no. L’ex presidente della Consulta definisce “indecenti” le parole del procuratore Gratteri. “Che ha tentato, direi con un tono che potrebbe anche essere ai limiti dell’eversione, di dividere i cittadini italiani, gli elettori italiani in indagati o non indagati, imputati o non imputati, massoni o non massoni, che se lo fa un qualunque cittadino è una cosa disdicevole, un modo rozzo di fare battaglia politica. Detto dal procuratore, al quale riconosco meriti importanti, il procuratore della Repubblica di Napoli, che ha avuto meriti importantissimi nella lotta della ‘Ndrangheta, fatto da lui veramente è una delusione ai limiti dell’indecenza”.

Malan: ascolti le parole di Barbera e chieda scusa

“Ascolti le parole di Barbera e chieda scusa”, è l’invito rivolto a Gratteri da Lucio Malan capogruppo di FdI al Senato. “Anziché prendersela con chi ha stigmatizzato le sue dichiarazioni inaccettabili, dovrebbe dare un’occhiata a quello che ha detto uno dei giuristi più prestigiosi dell’Italia, già presidente della Corte costituzionale, sei volte parlamentare nella sinistra”. Dovrebbe – conclude Malan – “ammettere di avere avuto torto e chiedere scusa magari alle tante persone che ha offeso”.

FdI: un procuratore non può permettersi certi toni

Stefano Maullo di Fratelli d’Italia sottolinea la “pesantezza”  del giudizio di un ex presidente della Consulta. “Non è una polemica politica: è un richiamo istituzionale pesante. Un procuratore della Repubblica non può permettersi toni divisivi né atteggiarsi a detentore della verità assoluta. Quando chi esercita un ruolo così delicato supera il perimetro del proprio mandato, si apre un problema serio per l’equilibrio tra poteri dello Stato”.

 

 

 

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di Stefania Campitelli - 14 Febbraio 2026