"Buonisti" radical chic
Albanese, FdI raccoglie le firme: “Via dall’Onu”. E spuntano i soliti artisti col Rolex: dalla Argento alla Foglietta
Fratelli d'Italia mette all'angolo la "relatrice speciale" e prepara carte e argomenti per detronizzarla dall'Onu. Ma artisti e vip, da Roma a Los Angeles, si affannano a difenderla
C’è un limite che la decenza istituzionale non dovrebbe mai valicare, ed è quello in cui il ruolo di “osservatore” super partes si trasforma in quello di megafono della propaganda ideologica. Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu, quel limite sembra averlo smarrito e travalicato da tempo, travolta da una foga anti-israeliana che nulla ha a che vedere con la missione di equilibrio che il suo incarico richiederebbe.
Albanese “fuori catalogo”: la mobilitazione di FdI
Dunque, come ultimo atto, di fronte a una deriva che danneggia l’immagine dell’Italia e la credibilità delle organizzazioni internazionali, Fratelli d’Italia ha deciso di passare dalle parole ai fatti. E di raccogliere le firme per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico perché – dice in un’intervista a Il Giornale Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera – «riteniamo che i toni che questa signora ha assunto non abbiano nulla a che fare col ruolo che oggi ricopre all’Onu, ma siano funzionali ad altro».
Bignami (FdI): «Albanese fa propaganda, raccoglieremo le firme perché lasci la poltrona»
Pertanto, annuncia e sottolinea Bignami, «ci muoveremo attraverso i canali istituzionali. Ma pensiamo che anche gli italiani che oggi protestano abbiano il diritto di esprimersi e di fare sentire la propria voce». Non solo. Perché in merito alla poco convincente errata corrige diramata dalla relatrice speciale Onu: ossia, sul fatto che sostenga di non avere mai detto esattamente che Israele è il “nemico comune dell’umanità”, l’esponente FdI afferma: «Albanese da mesi semina odio su Israele. Inutile che provi oggi a correggere il tiro». E in finale: le sue dichiarazioni danneggiano l’immagine dell’Italia? La risposta di Bignami è netta e ben lontana da equivoci e fraintendimenti: «Sicuramente non aiutano. Ma per fortuna non rappresentano ciò che gli italiani pensano».
Non si tratta di silenziare il dissenso, ma di ristabilire la serietà: chi semina odio e delegittima sistematicamente lo Stato d’Israele non può sedere su una poltrona Onu pretendendo di rappresentare il diritto internazionale. Le goffe smentite della Albanese — che ora tenta di negare l’evidenza delle sue dichiarazioni — non a caso sono state rispedite al mittente. E per Bignami, (ma non solo per lui, come detto) è inutile provare a correggere il tiro dopo mesi di veleni…
Francesca Albanese sostenuta dal coro dei “buonisti” col Rolex
Eppure la vexata quaestio non sembra esaurirsi all’interno dei palazzi della politica interna e internazionale. Così, come in ogni commedia che si rispetti, non poteva mancare l’entrata in scena del consueto manipolo di radical-chic con la kefiah di seta intorno al collo. Pertanto, mentre la Francia e vari governi europei prendono posizione. Si scagliano inequivocabilmente contro la relatrice speciale dell’Onu. Chiedono verifiche e revoche di mandati e incarichi, le star del cinema e della musica al di qua e oltreoceano, come oltremanica, corrono in soccorso della Albanese con una lettera aperta dai toni a dir poco discutibili…
E puntuale arriva lettera degli artisti radical-chic per la relatrice Onu
E dalla nostrana, immancabile Asia Argento, alla indomita Anna Foglietta. Passando per i “soliti noti” di caratura europeo-hollywoodiana del calibro di Javier Bardem e Mark Ruffalo, i firmatari dell’appello internazionale si lanciano in accuse di “genocidio” e critiche alla Francia, rea di voler allontanare la Albanese. È il trionfo della retorica da centro sociale travestita da impegno civile glamour e, in quanto tale, inappuntabile (?): una lettera scarna, carica di pregiudizi, che sembra scritta in un’assemblea d’istituto di un liceo rosso, piuttosto che da esponenti della cultura senza confini.
Richieste legittime, proposte indecenti…
Evidente il tratto segnato a caratteri scintillanti: gli artisti si mobilitano in sostegno della Albanese e contrapponendosi apertamente agli apparati governativi che chiedono vengano fatte verifiche sull’opportunità che la relatrice speciale dell’Onu prosegua nella sua mansione per la Palestina viste e considerate le sue parole nell’ultimo anno. Una richiesta legittima, quanto sfacciatamente acritica, che si estrinseca in una lettera aperta indirizzata principalmente alla Francia, che di recente – come spiegato – ha chiesto che la relatrice venisse rimossa dal suo incarico.
Vergando a piene mani con parole che dovrebbere piovere come pietre (e che invece somigliano alle cartucce di carta lanciate da scolaretti irriverenti): «Dall’inizio della guerra genocida che Israele conduce contro la striscia di Gaza, la Francia agisce all’opposto», scrivono gli artisti. «Attraverso un sostegno politico, diplomatico, morale e materiale, lo Stato francese, sull’esempio di molti suoi omologhi europei, ha permesso a questo massacro insensato di continuare, contravvenendo così alla totalità dei suoi obblighi giuridici», scrivono ancora.
Non mancando, in calce, di riprendere e rilanciare il passo indietro della Albanese sul fatto di non aver mai detto che «Israele è il nemico comune dell’umanità». Tanto che la lettera si conclude con gli artisti che esprimono «sostegno» alla loro beniamina, incoronata a chiare lettere come nume tutelare del diritto dei popoli, dunque, anche, del popolo palestinese, a esistere.
Tra i firmatari spuntano i nomi dei nostri Asia Argento, Anna Foglietta e Laura Morante
Quindi, tirando le somme, mentre gli italiani chiedono equilibrio e pragmatismo, l’intellighenzia dei salotti buoni europei, americani e di provenienza Brexit, si schiera acriticamente a difesa di chi usa le istituzioni come un palcoscenico personale. rivendicando testualmente quanto riporta in queste ore, tra gli altri, il sito de Il Giornale: «Siamo infinitamente più numerosi, ai quattro angoli della Terra, a volere che la forza non faccia più legge”. I firmatari sono poco più di 150 e tra questi ci sono anche Asia Argento, Javier Bardem, Anna Foglietta, Annie Lennox, Laura Morante e Mark Ruffalo». E chissà perché, alla fine, la cosa – e i nomi in lista – non ci sorprendono?