Aveva 81 anni
Addio a Mario Michele Merlino, fu tra i protagonisti di Valle Giulia: il professore, i libri
Cronaca - di Federico Gennaccari - 4 Febbraio 2026 alle 19:19
Chi ricorderà il protagonista del ’68 in prima linea negli scontri a Valle Giulia il 1 marzo che videro insieme giovani di destra e di sinistra, uniti per contestare il sistema universitario. Chi preferirà soffermarsi sull’anarchico tra i fondatori del Circolo 22 marzo, coinvolto nell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, da cui è uscito assolto dopo anni. Chi metterà l’accento sul militante di Avanguardia Nazionale legato a Stefano Delle Chiaie. Chi evidenzierà il professore di storia e filosofia che per decenni ha insegnato al liceo scientifico “Francesco d’Assisi” di Roma nel quartiere Centocelle, con grande impegno e passione, facendo appassionare i suoi studenti anche a confronti e approfondimenti sul passato e sul presente nella sfida di far coabitare le grandi trasformazioni della globalizzazione con il mantenimento della propria identità.
E’ morto Mario Michele Merlino
Chi infine rammenterà lo scrittore di libri e opere teatrali, una sorta di vecchio saggio riconoscibile dal suo inconfondibile look con i capelli lunghi e la barba bianca. Tutto questo è stato Mario Michele Merlino, scomparso oggi a Roma all’età di 81 anni presso l’ospedale San Giovanni dove era ricoverato da qualche tempo.
Mario Merlino, il professore, lo scrittore
Per anni si è cercato di far dimenticare la presenza dei giovani di destra a Valle Giulia peccato che la famosissima foto (divenuta un poster molto diffuso) dei giovani schierati sulla scalinata davanti alle camionette della polizia poco prima dell’inizio degli scontri, dimostri inequivocabilmente la presenza di Mario Merlino e altri giovani militanti del Fuan Caravella, di Avanguardia Nazionale, della Giovane Italia, di Primula Goliardica e di Europa Civiltà.
I libri
Poi i volumi di Adalberto Baldoni e Nicola Rao, documentari e programmi tv hanno svelato la verità, raccontata anche da Merlino nel suo “E venne Valle Giulia”, il suo libro più autobiografico. Ha scritto libri di racconti (“AI confini del nero” e “Atmosfere in nero”) e poi saggi come “Ezra Pound testimone e poeta”, “Ritratti in piedi” sui personaggi che hanno segnato la sua esistenza; “Inquieto Novecento” con Rodolfo Sideri come pure “Strade d’Europa” sui protagonisti e i luoghi della storia: tutti questi per le Edizioni Settimo Sigillo. E poi “La guerra è finita” (con Roberto Mancini) sui soldati reduci della Repubblica Sociale Italiana per la Ritter; fino al suo intervento in “Stile ribelle” del 2019 (Passaggio al Bosco) dove ha tracciato un ricordo della sua vita e della sua militanza: sogni e speranze dei giovani degli anni Sessanta. E chiudiamo con un ricordo di Sideri:
Il ricordo
«Mario era una persona che con le parole sapeva “provocare” ma nel senso migliore del termine. Amava definirsi “narcisista” perché il narcisismo per Nietzsche era una virtù. Ma lui era tutt’altro che narcisista, preferiva sempre stare un passo indietro e nei libri che abbiamo pubblicato assieme volle assolutamente che il mio nome fosse prima del suo, anche se pure alfabeticamente la S viene dopo la sua M. Però lui era così e obbligò l’editore a pubblicarli in tal modo”. Le condoglianze e l’affetto vanno al figlio Emanuele e ai suoi familiari.
di Federico Gennaccari - 4 Febbraio 2026