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“Vergogna!”. Alta tensione a “Repubblica”, Elkann costretto a nascondersi dai suoi giornalisti (video)

La contestazione

“Vergogna!”. Alta tensione a “Repubblica”, Elkann costretto a nascondersi dai suoi giornalisti (video)

Politica - di Lucio Meo - 15 Gennaio 2026 alle 15:33

Le cronache dei giornali parlano di un John Elkann costretto a entrare dal retro, di nascosto, per sfuggire alla contestazione dei suoi giornalisti nel giorno dell’inaugurazione della mostra sui 50 anni di “Repubblica” al Mattatoio di Testaccio. Una scena apocalittica, o fantozziana, dipende dai punti di vista, ma certo non gradevole per gli ospiti, dal presidente della Repubblica Mattarella, al presidente del Senato La Russa, fino ai vertici del centrosinistra, arrivati alla spicciolata, dalla Schlein a Conte a Bonelli. Alta tensione, dunque, nel quotidiano fondato da Eugenio Scafari, che gli Elkann, con tutto il gruppo Gedi, hanno messo sul mercato con acquirenti non considerati affidabili dai giornalisti della storica testata di sinistra. Uno psicodramma che ieri ha tenuto banco a Testaccio, con 30 giornalisti del Cdr che protestavano contro Elkann con striscioni (“La Repubblica siamo noi”, “Elkann non è la tua festa”), fischietti e cori (“Fatti vedere, Elkann fatti vedere”). Il presidente di Stellantis, che aveva il compito di accogliere Sergio Mattarella, ha evitato i manifestanti entrando dal retro lasciando i redattori “fuori come disturbatori”, per usare le parole degli stessi giornalisti.  Poi è arrivata la nota durissima del Cdr, con l’uso della parola “vergogna” messa nera su bianco sul numero di “Repubblica” di questa mattina.

“Repubblica”, il video dei giornalisti che contestano Elkann e la nota del Cdr

“La presenza di John Elkann ieri all’inaugurazione della mostra sui 50 anni di Repubblica è un vergognoso schiaffo al giornale e alle sue lavoratrici e lavoratori. Un epilogo incredibile: colui che ha comprato il gruppo Espresso sei anni fa, e che lo ha fatto a pezzi anno dopo anno, concludendo l’opera con l’annunciata vendita di Repubblica e della Stampa, colui che si è detto nauseato del mondo dell’editoria, ha avuto il cattivo gusto di presenziare con tutti gli onori all’evento che ripercorre la storia gloriosa di cui siamo orgogliosi…”, è scritto nel comunicato. “Tra gli invitati alla presentazione della mostra non c’erano le lavoratrici e i lavoratori di Repubblica: molti di noi però erano fuori dai cancelli, circondati dagli agenti, a manifestare il nostro sdegno per questa situazione surreale e offensiva…”.

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di Lucio Meo - 15 Gennaio 2026