Tiranni del cuore
Venezuela libero? No, grazie: se il dittatore è rosso la sinistra scende in piazza. E Pierluigi Battista asfalta i compagni: “Triste che difendano i despoti” (video)
L'Ucraina può attendere: il pacifismo a senso unico dei nostri dem indica che la loro bussola politica è quanto meno mal funzionante. Il giornalista: «Quelli che manifestano oggi per Caracas non sono mai andati in corteo per Kiev... Quindi ormai si sta sempre dalla parte dei dittatori?». Ma certo: il comune denominatore è comunque l’attacco pregiudiziale al governo Meloni
La bussola rotta dei dem: a caccia di diritti in Italia, avvocati dei despoti a Caracas. Ma il “mondo al contrario” non era un cavallo di battaglia del generale Vannacci? A ben guardare viene da dire: forse non solo. Tanto che Pierluigi Battista smaschera il pacifismo a senso unico della sinistra. Ma procediamo con ordine. E ripartiamo da Caracas dove, mentre i venezuelani cominciano ad assaporare finalmente un’aria di libertà e il popolo festeggia la fine di un incubo, in Italia i soliti dem riscoprono il loro riflesso condizionato più antico e inquietante: la solidarietà ai dittatori rossi. La cattura di Nicolas Maduro, il despota che per anni ha affamato e torturato, portato ora davanti a un tribunale di New York, ha innescato una reazione paradossale nelle nostre piazze. Invece di brindare alla caduta di un tiranno, i “compagni” nostrani scendono in strada per difenderlo.
Maduro, sinistra all’assalto in difesa del tiranno
Proprio così: mentre le piazze di Caracas festeggiano, la sinistra italiana scende in piazza per solidarizzare con il dittatore: che ci sia un margine di scollamento dalla realtà sociale venezuelana è quanto meno un dubbio da prendere in considerazione… E ci pensa, tra i tanti intervenuta sulla vexata quaestio in questi giorni, anche Pierluigi Battista che, nel tentativo di mettere a nudo questa deriva morale – e ospite del programma 4 di sera su Rete 4 – con la consueta lucidità ha scattato un’istantanea impietosa di una sinistra che sembra aver smarrito la bussola dei diritti umani, preferendo l’ideologia alla verità dei fatti.
Il cortocircuito della coerenza
Il ragionamento di Battista è un proiettile che colpisce al cuore l’ipocrisia del “pacifintismo” militante. Com’è possibile — si chiede il giornalista — che chi oggi si mobilita per Maduro non abbia mai trovato il tempo o la voglia di scendere in piazza per l’Ucraina? Sono quasi quattro anni che la Russia calpesta il diritto internazionale, eppure quella sinistra che oggi strepita per il “compagno” venezuelano è rimasta in silenzio, o peggio, ha remato contro il sostegno a Kiev.
«È triste vedere una sinistra che non capisce più il linguaggio dei diritti umani», ha osservato Battista. Sottolineando come ormai il posizionamento politico dipenda solo dal nemico da abbattere: l’Occidente, gli Stati Uniti e, ça va sans dire, il governo Meloni. Nel dettaglio, alla richiesta di un commento del giornalista di un parere su quanto visto nelle piazze di casa nostra, Battista risponde senza esitazioni, eufemismi, o sconti di sorta: «Quelli che scendono in piazza – ha spiegato – e non sono mai scesi in piazza per l’Ucraina, per esempio, non pensano che siano quasi quattro anni che la Russia sta violando il diritto internazionale e che quindi meriterebbe una manifestazione di solidarietà nei confronti del popolo ucraino?».
E ancora. «Quindi ormai si sta sempre dalla parte dei dittatori. Ed è triste vedere una sinistra che non capisce più il linguaggio dei diritti umani. I despoti finora non sono stati colpiti fino in fondo. La Meloni si attacca a prescindere». Concludendo il suo intervento con un laconico (e polemico?): «È triste che la sinistra difenda i despoti»…
L’odio ideologico rosso che passa anche sopra i diritti…
Per questa sinistra, il merito delle questioni non conta più. Conta solo l’attacco pregiudiziale a Giorgia Meloni e a chiunque non si allinei al pensiero unico del “mondo alla rovescia”. Il risultato è uno spettacolo deprimente: vedere eredi di tradizioni democratiche che si trasformano in avvocati d’ufficio di despoti sanguinari, solo perché questi ultimi si ammantano di retorica anti-americana. Battista ha ricordato una verità scomoda: i tiranni vanno perseguiti, non omaggiati. Ma per la sinistra italiana, evidentemente, c’è dittatura e dittatura…
“È triste che la sinistra difenda i despoti”
L’intervista di Pierluigi Battista a #4disera News pic.twitter.com/uFUxxfeDIh
— 4 di sera (@4disera) January 5, 2026