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Venezuela, liberati Alberto Trentini e Mario Burlò. Meloni: “Grande gioia, ho parlato con loro, stanno tornando a casa”

L'annuncio all'alba

Venezuela, liberati Alberto Trentini e Mario Burlò. Meloni: “Grande gioia, ho parlato con loro, stanno tornando a casa”

Esteri - di Leo Malaspina - 12 Gennaio 2026 alle 07:46

Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati in Venezuela. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas. Lo ho appena comunicato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona”, il messaggio di Tajani sui social. “Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”, aggiunge Tajani.

Trentini e Burlò liberi, la gioia della Meloni

“Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa“, dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Desidero esprimere, a nome del governo italiano – aggiunge Meloni -, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal residente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”, conclude la presidente del Consiglio.

Chi è il cooperante italiano per il quale l’Italia si era mobilitata

Alberto Trentini è libero dopo oltre un anno di carcere in Venezuela. Il 46enne cooperante umanitario, originario del Lido di Venezia, era detenuto dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico. La sua liberazione è avvenuta oggi, 12 gennaio 2026.

Esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato con ong come Save the Children e Medici Senza Frontiere, partecipando a missioni in Etiopia, Nepal, Libano e Sud America. Al momento dell’arresto collaborava con l’organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 Paesi nell’assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all’autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi.

Da allora Trentini era recluso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, vicino a Caracas, struttura nota per sovraffollamento e gravi violazioni dei diritti umani. Pur etichettato informalmente da fonti vicine al regime Maduro come “cospiratore” o “terrorista”, non esistono capi d’imputazione né un processo a suo carico. Il caso viene considerato un esempio di “diplomazia degli ostaggi”, con arresti arbitrari di stranieri usati come leva politica. Era detenuto in isolamento, con accesso limitato alla luce naturale e all’esercizio fisico. Trentini, secondo le informazioni diffuse, soffre di ipertensione cronica, gestita con farmaci forniti dall’ambasciata italiana, e durante la detenzione ha perso molto peso causa della dieta insufficiente. Aveva potuto telefonare alla famiglia solo tre volte nel 2025 e non dispone di un avvocato indipendente.

La famiglia – i genitori Armanda Colusso ed Ezio Trentini e la sorella – aveva inizialmente mantenuto il riserbo, salvo poi rivolgere appelli pubblici nell’ultimo anno lamentando lentezze ma riconoscendo l’impegno del ministro degli Esteri Antonio Tajani e della premier Giorgia Meloni. Il governo italiano ha seguito il dossier come prioritario, anche tramite l’inviato speciale Luigi Vignali. Il caso è stato sollevato in sedi internazionali, compresi G7 e Parlamento europeo. Oggi, finalmente, la buona notizia.

La scheda di Mario Burlò

Finita l’odissea anche per Mario Burlò imprenditore torinese detenuto per mesi in Venezuela, liberato nelle scorse ore. Burlò, che si trova ora nell’ambasciata italiana a Caracas in attesa dell’aereo partito da Roma che lo riporterà in Italia era stato arrestato in Venezuela nel novembre 2024. Era stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto ‘arbitrariamente’ senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. Burlò, che aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, risiede alle porte del capoluogo piemontese ed e’ a capo di diverse aziende. Nel febbraio 2025 e’ stato assolto in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ’ndrangheta in Piemonte e nei giorni scorsi il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket.

 

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di Leo Malaspina - 12 Gennaio 2026