CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Trump mattatore a Davos : “Ci serve quel pezzo di ghiaccio. Potrei usare la forza, ma non lo farò”

Vuole negoziati immediati

Trump mattatore a Davos : “Ci serve quel pezzo di ghiaccio. Potrei usare la forza, ma non lo farò”

Esteri - di Stefania Campitelli - 21 Gennaio 2026 alle 16:51

“È fantastico essere di nuovo nella splendida Davos, in Svizzera, e rivolgermi a tanti leader di aziende, a tanti amici e pochi nemici”. Così un pirotecnico Donald Trump nell’incipit del suo atteso intervento al World Economic Forum davanti alla sala gremita. Il presidente Usa, arrivato in ritardo per un incidente all’Air Force One, prende le mosse dai successi del suo primo anno alla Casa Bianca, dicendo di avere “notizie davvero fenomenali dall’America”.

Trump: Volete che parli della Groenlandia? L’avevo lasciata per ultima

“Gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta”, dice il tycoon sottolineando una “crescita mai vista prima, probabilmente mai vista prima in alcun Paese”. Poi affronta a tutto campo i principali dossier internazionali. “Volete che parli della Groenlandia? L’avevo lasciata per la fine del discorso”, rompe il ghiaccio scherzando. Oltre 70 minuti di intervento tra battute, lapsus, critiche all’Europa, possibili intese sulla Groenlandia e minimizzazione delle tensione sui dazi con Macron.

Solo gli Usa possono garantire la sicurezza mondiale

Sulla Groenlandia nessun passo indietro. “Solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza mondiale con il controllo della Groenlandia. Gli Usa sono stati trattati molto male dalla Nato. Abbiamo dato tanto e abbiamo ricevuto molto poco in cambio. Gli Stati Uniti – scandisce Trump – hanno salvato la Groenlandia. E l’hanno restituita alla Danimarca dopo la seconda guerra mondiale. Ora Copenaghen é ingrata. Come siamo stati stupidi: avremmo dovuta tenerla perché è parte del nord America. È un nostro territorio”. Parole chiare, a tratti ruvide, prima di tornare a chiedere negoziati immediati per l’acquisizione dell’area artica escludendo interventi militari.

La richiesta di negoziati: “Potrei usare la forza ma non lo farò”

“Probabilmente non otterremo nulla, a meno che io non decida di usare una forza e una potenza eccessiva. Nel qual caso saremmo, francamente, inarrestabili, ma non lo farò. Questa è probabilmente l’affermazione più importante, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia”. Un concetto che torna più volte. “Gli Usa vogliono questo grosso pezzo di ghiaccio. E se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto. Se diranno di no, ce lo ricorderemo. Un’America forte e sicura significa una Nato sicura”.

Sarò con la Nato al 100% ma non sono sicuro del contrario

Parole altrettanto univoche sull’Alleanza Atlantica, più volte nel mirino in questi giorni. “Sarò con la Nato al 100% ma non sono sicuro che loro ci saranno per noi”. E cita l’unica volta che è  stato applicato l’articolo 5 dell’Alleanza: quando gli alleati europei andarono in aiuto degli Usa dopo l’11 settembre. Non mancano colpi di teatro come quando prende di mira le politiche ideologiche di Bruxelles sul clima e si dice contrario alle pale eoliche “che uccidono gli uccelli”. Immancabile una frecciatina al presidente francese Macron. “L’ho visto ieri con quei bellissimi occhiali da sole, che diavolo è successo? Ha cercato di fare il duro. Non ci crederete, ma mi piace Emmanuel”.

“In Europa vogliamo alleati forti, non indeboliti”

Trump dedica anche un passaggio ai rapporti tra Washington e l’Unione europea. Anche dal World Economic Forum  manda un messaggio chiaro al Vecchio Continente. “Vogliamo alleati forti, non alleati indeboliti. Vogliamo che l’Europa sia forte”, ma si sta “autodistruggendo”. Gli Stati Uniti “tengono al popolo europeo”, spiega ricordando le sue origini europee. “Amo l’Europa ma non sta andando nella giusta direzione. Alcuni luoghi in Europa sono francamente irriconoscibili”, aggiunge in polemica con “l’immigrazione incontrollata”. “Noi crediamo molto nell’Europa. Ma a noi serve un Occidente unito”. Inevitabile anche un focus sull’Ucraina.

Spetta all’Europa e alla Nato occuparsi di Ucraina

“Spetta all’Europa e alla Nato occuparsi di Ucraina non a noi”, dice Trump che a Davos incontrerà Volodymyr Zelensky. L’obiettivo comune resta quello di porre fine “a questa guerra”. Trump assicura che, come il leader ucraino, anche Vladimir Putin vuole raggiungere un accordo. “Lavoro sulla guerra in Ucraina da un anno, ho risolto nello stesso periodo otto guerre. Putin mi ha chiamato per dirmi che non riusciva a credere che avessi risolto il conflitto tra Armenia e Azerbaigian in un giorno. Mentre lui ci stava lavorando da dieci anni”.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Stefania Campitelli - 21 Gennaio 2026