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Trump mattatore a Davos: “Ci serve quel pezzo di ghiaccio”. Poi arriva la svolta: accordo con Rutte sulla Groenlandia, via anche i dazi

Ore convulse

Trump mattatore a Davos: “Ci serve quel pezzo di ghiaccio”. Poi arriva la svolta: accordo con Rutte sulla Groenlandia, via anche i dazi

Esteri - di Stefania Campitelli - 21 Gennaio 2026 alle 21:43

Donald Trump annuncia di aver raggiunto “il quadro di un futuro accordo” sulla Groenlandia con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e che pertanto non farà scattare i dazi che aveva minacciato di imporre ai Paesi europei che hanno inviato militari sull’isola e che sarebbero dovuti entrare in vigore il primo febbraio.

Al termine di un’altra giornata convulsa sul fronte internazionale con l’intervento di Trump a Davos in cui ha ribadito le sue mire sull’isola, il presidente americano in un post su X scrive: “Sulla base di un incontro molto produttivo che ho avuto con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, abbiamo definito il quadro di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e, di fatto, all’intera regione artica. Questa soluzione, se portata a termine, sarà ottima per gli Stati Uniti d’America e per tutti i Paesi della Nato. Sulla base di questo accordo, non imporrò i dazi che sarebbero dovuti entrare in vigore il 1° febbraio”.
Nel post, Trump riferisce che “sono in corso ulteriori discussioni riguardanti il Golden Dome in relazione alla Groenlandia” e che “ulteriori informazioni saranno rese disponibili man mano che le discussioni procederanno”. “Il vice presidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e altri, se necessario, saranno responsabili dei negoziati e riferiranno direttamente a me”, conclude il presidente.

Meloni accoglie con “soddisfazione” l’annuncio di Trump

“Accolgo con favore l’annuncio del Presidente Trump di sospendere l’imposizione dei dazi prevista per il 1 febbraio nei confronti di alcuni Stati europei. Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando a caldo da Roma la notizia.

La svolta arriva al termine di una giornata convulsa.  “È fantastico essere di nuovo nella splendida Davos, in Svizzera, e rivolgermi a tanti leader di aziende, a tanti amici e pochi nemici”. Così un pirotecnico Donald Trump nell’incipit del suo atteso intervento al World Economic Forum davanti alla sala gremita. Il presidente Usa, arrivato in ritardo per un incidente all’Air Force One, prende le mosse dai successi del suo primo anno alla Casa Bianca, dicendo di avere “notizie davvero fenomenali dall’America”.

Trump: Volete che parli della Groenlandia? L’avevo lasciata per ultima

“Gli Stati Uniti sono il motore economico del pianeta”, dice il tycoon sottolineando una “crescita mai vista prima, probabilmente mai vista prima in alcun Paese”. Poi affronta a tutto campo i principali dossier internazionali. “Volete che parli della Groenlandia? L’avevo lasciata per la fine del discorso”, rompe il ghiaccio scherzando. Oltre 70 minuti di intervento tra battute, lapsus, critiche all’Europa, possibili intese sulla Groenlandia e minimizzazione delle tensione sui dazi con Macron.

Solo gli Usa possono garantire la sicurezza mondiale

Sulla Groenlandia nessun passo indietro. “Solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza mondiale con il controllo della Groenlandia. Gli Usa sono stati trattati molto male dalla Nato. Abbiamo dato tanto e abbiamo ricevuto molto poco in cambio. Gli Stati Uniti – scandisce Trump – hanno salvato la Groenlandia. E l’hanno restituita alla Danimarca dopo la seconda guerra mondiale. Ora Copenaghen é ingrata. Come siamo stati stupidi: avremmo dovuta tenerla perché è parte del nord America. È un nostro territorio”. Parole chiare, a tratti ruvide, prima di tornare a chiedere negoziati immediati per l’acquisizione dell’area artica escludendo interventi militari.

La richiesta di negoziati: “Potrei usare la forza ma non lo farò”

“Probabilmente non otterremo nulla, a meno che io non decida di usare una forza e una potenza eccessiva. Nel qual caso saremmo, francamente, inarrestabili, ma non lo farò. Questa è probabilmente l’affermazione più importante, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia”. Un concetto che torna più volte. “Gli Usa vogliono questo grosso pezzo di ghiaccio. E se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto. Se diranno di no, ce lo ricorderemo. Un’America forte e sicura significa una Nato sicura”.

Meloni: bene le parole di Trump, ora cercare soluzioni

Parole che da Roma non hanno spiazzato Giorgia Meloni. «Non sono rimasto stupita – ha commentato la premier a Porta a Porta, quando l’accordo non era stato annunciato – da quello che ha detto Donald Trump, lo dico da più di un anno, che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia. Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere e quindi a me non ha stupito, sono contenta che lo abbia ribadito, che lo abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni».

Sarò con la Nato al 100% ma non sono sicuro del contrario

Trump da Davos ha pronunciato frasi altrettanto univoche sull’Alleanza Atlantica, più volte nel mirino in questi giorni. “Sarò con la Nato al 100% ma non sono sicuro che loro ci saranno per noi”. E cita l’unica volta che è  stato applicato l’articolo 5 dell’Alleanza: quando gli alleati europei andarono in aiuto degli Usa dopo l’11 settembre. Non mancano colpi di teatro come quando prende di mira le politiche ideologiche di Bruxelles sul clima e si dice contrario alle pale eoliche “che uccidono gli uccelli”. Immancabile una frecciatina al presidente francese Macron. “L’ho visto ieri con quei bellissimi occhiali da sole, che diavolo è successo? Ha cercato di fare il duro. Non ci crederete, ma mi piace Emmanuel”.

“In Europa vogliamo alleati forti, non indeboliti”

Trump dedica anche un passaggio ai rapporti tra Washington e l’Unione europea. Anche dal World Economic Forum  manda un messaggio chiaro al Vecchio Continente. “Vogliamo alleati forti, non alleati indeboliti. Vogliamo che l’Europa sia forte”, ma si sta “autodistruggendo”. Gli Stati Uniti “tengono al popolo europeo”, spiega ricordando le sue origini europee. “Amo l’Europa ma non sta andando nella giusta direzione. Alcuni luoghi in Europa sono francamente irriconoscibili”, aggiunge in polemica con “l’immigrazione incontrollata”. “Noi crediamo molto nell’Europa. Ma a noi serve un Occidente unito”. Inevitabile anche un focus sull’Ucraina.

Spetta all’Europa e alla Nato occuparsi di Ucraina

“Spetta all’Europa e alla Nato occuparsi di Ucraina non a noi”, dice Trump che a Davos incontrerà Volodymyr Zelensky. L’obiettivo comune resta quello di porre fine “a questa guerra”. Trump assicura che, come il leader ucraino, anche Vladimir Putin vuole raggiungere un accordo. “Lavoro sulla guerra in Ucraina da un anno, ho risolto nello stesso periodo otto guerre. Putin mi ha chiamato per dirmi che non riusciva a credere che avessi risolto il conflitto tra Armenia e Azerbaigian in un giorno. Mentre lui ci stava lavorando da dieci anni”.

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