La strage
Tragedia in Svizzera, il proprietario Moretti era finito in galera per sfruttamento della prostituzione, truffa e sequestro
Jacques Moretti, il cittadino corso proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana dove si è consumata la tragedia di Capodanno, è noto alla giustizia francese. Come scrive Le Parisien, l’uomo è stato coinvolto in ”casi di sfruttamento della prostituzione risalenti a circa vent’anni fa, nonché in un caso di rapimento e sequestro di persona. E’ stato detenuto in Savoia”. Citando una propria fonte legale, Rtl ha confermato che Moretti è stato ”detenuto in Savoia nel 2005 perché coinvolto in casi di sfruttamento della prostituzione, frode, rapimento e sequestro di persona”. Gli avvocati di Moretti non hanno commentato le indiscrezioni della stampa, mentre il sessantenne e la moglie vengono interrogati dalle autorità vallesi.
Svizzera, le ombre sul pregiudicato Jacques Moretti
Moretti, che sostiene di aver “rispettato tutte le norme di sicurezza” nel locale rilevato nel 2015, non era all’interno del bar Le Constellation al momento dell’incendio, ma vi era presente la moglie Jessica, che ha riportato ustioni a un braccio. La coppia francese è indagata con l’accusa di ”omicidio colposo per negligenza, lesioni corporali per negligenza e incendio per negligenza”, come hanno riferito la polizia e i pm che indagano sul caso.
Moretti ha raccontato che lui e sua moglie, rimasta ferita nel rogo, “non riescono più a mangiare né a dormire”, assicurando piena collaborazione con le autorità. Ha inoltre ribadito che il bar era stato “ispezionato tre volte” negli ultimi dieci anni e che “tutto è stato fatto secondo le norme”.
Al centro dell’inchiesta il rispetto delle misure di sicurezza antincendio: dall’uscita di emergenza alla scala che dal piano seminterrato – dove erano in corso i festeggiamenti per il nuovo anno – si accedeva al livello strada, ma anche i materiali degli arredi e i lavori svolti dalla coppia francese dopo aver preso in gestione il locale. Il Comune di Crans-Montana ha consegnato alla Procura generale del Cantone Vallese la documentazione sui controlli effettuati nel bar. Il dossier è ora in fase di analisi. Le autorità svizzere hanno comunque precisato che “la presunzione di innocenza si applica fino alla pronuncia della condanna definitiva”. Proprio la procuratrice generale Béatrice Pilloud, a margine di una cerimonia di ricordo delle vittime, ha spiegato che “tutte le piste vengono esplorate”, aggiungendo che l’istruttoria è stata aperta perché ci sono “dei sospetti, ma finché non c’è una condanna, prevale la presunzione di innocenza”.