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Torino blindata per l’assalto di Akatasuna. Guerriglia annunciata, ateneo occupato e rinforzi dalla Francia

L'allerta della Questura

Torino blindata per l’assalto di Akatasuna. Guerriglia annunciata, ateneo occupato e rinforzi dalla Francia

Politica - di Stefania Campitelli - 31 Gennaio 2026 alle 09:20

Torino blindata, università occupata, maxi dispiego degli agenti in vista della mobilitazione di piazza di Askatasuna in cerca di vendette per lo sgombero. Mancano poche ore al corteo nazionale del centro sociale, appoggiato dai ‘nuovi comunisti del Carc e dalla rete internazionale degli antagonisti. Tante le sigle pronte a ‘riprendersi’ la città: centri sociali, no Tav e il mondo islamista e pro Pal. Annunciata anche la partecipazione di Marco Grimaldi, deputato di Avs. A sfilare saranno circa duecento realtà (si prevedono 15mila manifestanti). I paladini dell’antifascismo, campioni di violenza e scontri, si alleano per un nuovo sabato di guerriglia. Non solo compagni italiani, sono attesi rinforzi dall’estero, soprattutto dalla Francia per la manifestazione convocata il 20 dicembre all’indomani dello sgombero dello stabile di corso Regina Margherita, occupato per quasi 30 anni.

Torino blindata per il corteo di Askatasuna, guerriglia annunciata

Ad annunciare minacciosi il corteo l’assemblea dei militanti di Aska dello scorso 17 gennaio ospitata “gentilmente” dalla rettrice dell’Università di Torino. Che tra le polemiche ha messo a disposizione del centro sociale un’aula del Campus Einaudi nel polo universitario. Dichiarazioni di guerra contro il governo, inviti alla piazza e all’opposizione sociale, promesse di occupazioni. “Ci riprenderemo Torino”, hanno avvertito i bravi ragazzi del centro sociale.

Si prevedono 15mila manifestanti anche dalla Francia

Un locandina disegnata firmata  Zerocalcare, che sarà in piazza, ha anticipato le modalità della manifestazione: partenza suddivisa in tre differenti cortei che si riuniranno per avvicinarsi alla palazzina sgomberata. Dopo una lunga trattativa con la Questura, gli organizzatori hanno rinunciato alla tappa nella centralissima piazza Castello. Ma non a partire da tre zone diverse. Si comincia nel primo pomeriggio dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo (occupato per ospitare gli attivisti arrivati da fuori regione), uno spezzone partirà dalla stazione di Porta Nuova e un altro dallo scalo ferroviario di Porta Susa. I tre spezzoni, una volta riuniti in corso Cairoli si dirigeranno verso l’ex sede di Askatasuna. E proprio nell’area di corso Regina Margherita si temono tensioni e scontri per il possibile tentativo dei manifestanti di sfondare il cordone di polizia, come già avvenuto nella prima giornata di proteste a dicembre.

La questura è al lavoro da giorni con azioni preventive, tra avvisi orali e fogli di via. Riflettori puntati anche sulle arterie di collegamento con il Frejus e con Monginevro. È alto  il timore che la manifestazione possa essere infiltrata da antagonisti provenienti dall’estero, trasformandosi in una sorta di G8 di Genova.

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di Stefania Campitelli - 31 Gennaio 2026