"La gente non esce di casa"
Torino assediata, Mastrocola: “Sento in giro grande paura. Al corteo di Askatasuna c’è chi cerca lo scontro”
“Sento in giro grande paura”. Paola Mastrocola, scrittrice ed editorialista vive a Torino dove da giorni Askatasuna e centri sociali promettono fuoco e fiammie ecortei incrociati. Anche a Milano oltre che nella città della Mole andranno in scena le prove generali della sinistra per spaccare le città e procedere con la strategia del caos anti governativo.
Mastrocola: “Ogni manifestazione è una violenza alla città”
La scrittrice, autore di molti volumi sulla scuola in particolare, intervistata dalla Stampa non nasconde la sua preoccupazione sul clima intimidatorio che si respira e il suo scetticismo sulle motivazioni addotte dagli organizzatori del triplice corteo che bloccherà Torino.C’è da giorni aria di guerriglia: «Sento in giro grande paura – ribadisce- cittadini che non usciranno di casa e commercianti che terranno chiusi i negozi. Ma sono speranzosa che tutto si svolga nel migliore dei modi. Anche se ormai ogni manifestazione è una violenza alla città».
Askatasuna, Mastrocola: “Temo si cerchi lo scontro”
Si spiega meglio: «Se ritengo di dover chiudere il mio negozio non è una forma di violenza? Però la libertà di manifestare esiste e va garantita; purché resti nei limiti posti dalle autorità, come le restrizioni a sfilare in certe strade. Il problema è che quei limiti non sono rispettati quasi mai». Infatti proprio giovedì il centro sociale Askatasuna ha rifiutato la richiesta del Viminale di cambiare itinerario. «Checché se ne dica, viviamo in uno Stato democratico, ma chi si oppone come può fare ad avere una risonanza pubblica molto forte? Io temo che si cerchi lo scontro, anche se non lo si programma – è il ragionamento di Mastrocola- .Perché avere un nemico è meglio, anche a costo di costruirselo. E questo allo scopo di ottenere un’eco maggiore. Anche per risultare quasi degli eroi negli scontri con la polizia. Mi chiedo se i manifestanti saranno soddisfatti in caso tutto si svolga in toni pacifici».
“Non è repressione, ma mantenimento dell’ordine pubblico”
Una diagnosi che non fa una grinza, che smaschera la reale volontà dei pro-Caos. A Torino si respira «un clima che non mi piace, per la mancanza di dialogo”. La scrittrice trova del tutto privo di fondamento l’assunto dei manifestanti di Askatasuna in piazza per protestare contro un’impostazione repressiva da parte di questo governo. «Non c’è fondamento: se uno incendia, rompe vetrine, attacca la polizia e poi le forze dell’ordine reagiscono, questa non è repressione, ma mantenimento dell’ordine pubblico».