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Tajani

Il ministro degli esteri

Tajani: “L’Unione europea cambi e inglobi i Paesi balcanici: determinanti per i processi di pace”

Il titolare della Farnesina a tutto campo: soddisfatto delle richieste accolte su Crans Montana. Fiducioso sulle possibilità di dialogo apertesi in Iran

Politica - di Paolo Desideri - 31 Gennaio 2026 alle 18:19

L’Italia è fiduciosa sulle possibilità di dialogo apertesi in Iran, è pronta a inviare i carabinieri a Rafah e in Cisgiordania per missioni di pace, mentre sulla questione della strage di Crans Montana le nostre richieste sono state tutte accolte. Il vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, parla a tutto campo della politica internazionale. Non risparmiando critiche all’Unione europea.

L’Unione europea

“L’Unione Europea deve diventare qualcosa di diverso da quello che è stata fino a adesso, in tanti si lamentano che non sta svolgendo il ruolo che potrebbe avere Fermo restando che senza l’Europa sarebbe peggio, dobbiamo provare a cambiare dal di dentro”, ha detto il titolare della Farnesina.

“L’Italia – ha detto il vicepremier non è gli Stati Uniti, né la Cina, ne la Russia. L’Europa unita è importante, e noi dobbiamo essere determinanti all’interno dell’Unione Europea per avere un peso sempre più forte. Dobbiamo inglobare i Paesi balcanici. Lo stiamo facendo: il rapporto privilegiato che si è creato con la Germania ci permette di essere protagonisti di una serie di iniziative destinate a far crescere l’economia mondiale ed europea. La forza economica d’Europa deve pesare, dobbiamo far capire che i contrasti con un Paese vicino non si risolvono con la violenza”.

“Su Crans Montana accolte le nostre richieste”

Su Crans Montana, Tajani ha detto che, “Fondamentalmente alla fine sono state accolte le nostre richieste: mi pare che il Cantone competente per l’inchiesta abbia ha deciso di coinvolgere anche le istituzioni italiane, così come avevamo richiesto noi. Sembra si stia andando nella giusta direzione”.

Il dialogo in Iran

Sulle tensioni in Iran, il vicepremier ha aggiunto che, “La posizione dell’Italia resta quella che si può risolvere tutto con il dialogo. Una speranza che abbiamo. Stiamo seguendo la vicenda e gli sviluppi minuto per minuto”.

I carabinieri a Rafah

Parlando del Medioriente, il ministro ha detto che, “l‘Italia è disponibile a fornire istruttori dei Carabinieri per formare la polizia di Gaza: formarla in Giordania, o se servisse anche in Egitto. C’è disponibilità a inviare i carabinieri anche al valico di Rafah. Inoltre siamo a incrementare la presenza dei militari dell’Arma che stanno istruendo la polizia della Cisgiordania. Siamo disponibili che il processo di pace si sblocchi”.

 

 

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