La strage, la rabbia, i dubbi
Svizzera, sospetti e sdegno: Moretti potrebbe essere rilasciato su cauzione a giorni. Gli aggiornamenti e cosa non torna
Rogatorie, arresti e l’ombra del clientelismo: la giustizia insegue i responsabili del rogo di Capodanno ma alcuni dettagli su ricostruzioni e dichiarazioni non combaciano. Al vaglio i legami tra Comune e imprenditori, tra presunti conflitti d'interesse e controlli mancati
L’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che ha provocato 40 vittime e oltre cento feriti nel bar Le Constellation, sta assumendo i contorni di un vero e proprio terremoto giudiziario e politico tra la Svizzera e l’Italia. Al centro della vicenda c’è la figura di Jacques Moretti, titolare del locale, il cui arresto è stato recentemente convalidato dal tribunale cantonale del Vallese.
Tragedia in Svizzera, Moretti potrebbe essere rilasciato su cauzione nei prossimi giorni …
Eppure, malgrado i magistrati di Sion abbiano disposto per l’imprenditore una custodia cautelare di tre mesi, motivata dal concreto “pericolo di fuga”, la difesa di Moretti, guidata dall’avvocato Patrick Michod, intravede uno spiraglio: il tribunale ha infatti aperto alla possibilità di un rilascio su cauzione subordinato a misure restrittive, decisione definita dal legale “giuridicamente valida” e tale da permettere la scarcerazione del cliente entro pochi giorni.
Parallelamente, come noto, per la moglie e socia Jessica Maric, sono stati richiesti i domiciliari con braccialetto elettronico. Una misura restrittiva, a detta di molti, fin troppo soft a fronte della tragedia di Capodanno.
Strage di Capodanno a Crans Montana, il doppio filone e l’inchiesta italiana: rogatorie e autopsie
Intanto, la Procura di Roma, competente per i connazionali deceduti all’estero, ha impresso un’accelerazione alle indagini. I pm capitolini contestano reati pesantissimi: disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime, aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Attraverso una rogatoria internazionale, l’Italia ha chiesto formalmente alla Svizzera gli atti istruttori e la lista degli indagati. Passaggio che porterà all’iscrizione dei coniugi Moretti nel registro di Piazzale Clodio. Nel frattempo, sono state disposte le autopsie sui corpi dei giovani italiani rimasti uccisi (tra cui il sedicenne romano Riccardo Minghetti e il genovese Emanuele Galeppini) al fine di chiarire le esatte cause dei decessi.
Strage di Capodanno in Svizzera, ombre e conflitti d’interesse a Crans-Montana
Ma non è ancora tutto. Perché, se la magistratura elvetica procede per omicidio colposo — reato che in Svizzera prevede pene massime di tre anni, giudicate “ridicole” dai legali delle parti offese italiane — l’attenzione ora si sta spostando sulle gravi mancanze del sistema di controllo locale. Il sindaco Nicolas Féraud ha ammesso che Le Constellation non riceveva ispezioni antincendio dal 2019, nonostante l’obbligo di visite annuali. Non solo. Dalle indagini emergono dettagli a dir poco inquietanti… Il giallo delle uscite bloccate, per esempio. Con Moretti che ha ammesso che una porta di emergenza era chiusa con un lucchetto. E, purtroppo, dietro di essa sono stati rinvenuti numerosi cadaveri ammassati nel tentativo di mettersi in salvo.
Il file degli estintori e del soffitto rivestito da materiale ignifugo
E ancora: la totale assenza di estintori e quel soffitto che Moretti ha asserito di aver impermeabilizzato con materiale ignifugo (comprato in un negozio a portata) che ha preso rapidamente fuoco, intossicando e ustionando i presenti. Non solo. all’orizzonte spunta un pesante problema di conflitti d’interesse. Quale? Nello specifico per esempio, Thibaud Beytrison, ex responsabile della sicurezza comunale, risulta che presiedesse contemporaneamente un’azienda di protezione antincendio proprio mentre sedeva nel consiglio di una ditta produttrice di schiume acustiche, simili a quelle che hanno alimentato il rogo.
Infine, le “anomalie normative” al vaglio
E poi non mancano all’appello altre “anomalie normative”. Nel dettaglio, basti ricordare che proprio a mezzanotte del 31 dicembre, poco prima del disastro, è entrata in vigore una norma che alleggerisce le responsabilità degli enti locali per le violazioni dei privati. Così, mentre i legali delle famiglie italiane premono per il riconoscimento del dolo eventuale (accettazione del rischio). E chiedono di estendere le responsabilità all’amministrazione comunale. La comunità di Crans-Montana appare divisa. Molti cittadini difendono il sindaco, temendo danni d’immagine per la località, attesa da importanti eventi sportivi internazionali. Altri, però, vorrebbero vederci chiaro sulle “sparizioni” di documenti e opuscoli antincendio dai siti ufficiali del Comune, che alimenterebbero dubbi e sospetti sulla sicurezza.