E Schlein tace
Sull’Iran evapora il campo largo: Conte si sfila dalla condanna bipartisan del regime. Sempre dalla parte sbagliata
Campo largo addio. L’unità virtuale delle opposizioni si è definitivamente liquefatta. E non su un dossier secondario ma sulla condanna al regime di Teheran che in queste ore si è macchiato di una strage di civili. Le sinistre italiane non si dividono su un distinguo irrilevante, non litigano per un aggettivo di troppo. In commissione Giustizia del Senato i 5Stelle si astengono sulla risoluzione di condanna sull’Iran avanzata dalla presidente Stefania Craxi. E votata da tutti i partiti. Insomma l’ex avvocato del popolo Giuseppe Conte non se la sente di prendere le distanze dalla feroce repressione del regime degli ayatollah e votare il testo condiviso da tutti i partiti. Il documento impegna il governo “ad attuare ogni iniziativa diplomatica utile a far desistere le autorità di Teheran dall’adozione di misure repressive nei confronti di pacifici manifestanti. Nella convinzione che le iniziative spontanee della popolazione vadano innanzitutto comprese ed ascoltate”.
Iran, in Senato i 5Stelle si astengono dalla risoluzione di condanna
Il testo, tra le altre cose, impegna anche il governo a “a promuovere, d’intesa con i partner dell’Unione europea iniziative urgenti volte a ottenere la cessazione dell’uso sproporzionato della forza. Degli arresti arbitrari e delle violenze nei confronti dei manifestanti e dei soggetti più vulnerabili, con particolare attenzione alla tutela delle donne e dei minori”. La risoluzione chiede poi “con fermezza alle autorità iraniane la rinuncia alla pena di morte quale strumento di repressione del dissenso. E la sospensione immediata dei procedimenti giudiziari e delle condanne comminate in relazione alle proteste in corso”. Parole difficilmente non condivisibili. Eppure per i 5Stelle questo impegno non sa da prendere.
FdI: un atto ingiustificabile che dimostra l’inconsistenza del campo largo
“È assolutamente ingiustificabile l’astensione del Movimento 5 Stelle sulla mozione unitaria contro le repressioni delle manifestazioni in Iran approvata in commissione Esteri del Senato. Anche su un tema di questa importanza, in cui le forze politiche avrebbero potuto presentarsi unitarie, il campo largo si spacca, dimostrando ancora una volta la sua inconsistenza”. Cosi in una nota Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. Ma a stigmatizzare l’ultima mossa di Conte non è solo il centrodestra. Carlo Calenda è tra i più agguerriti contro gli alleati che sbagliano. “Oggi al Senato in Commissione si è votata una mozione unitaria sull’Iran. Unici astenuti i 5S. Sempre dalla parte giusta della storia. Avanti cosi con Maduro, Putin e Ayatollah vari”, scrive sui social il leader di Azione.
Calenda: i 5Stelle sempre dalla parte giusta della storia…
I vertici del Nazareno tacciono. Elly non commenta. Al suo posto Pina Picierno, fieramente all’opposizione, che giudica gravissima l’opzione pentastellata. “Davanti a repressione e violazioni sistematiche dei diritti umani non esistono zone grigie: o con il popolo iraniano o con gli Ayatollah”. La ferocia del regime iraniano non può essere tollerata oltre, commenta il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. ” Stupisce l’incomprensibile astensione del M5s proprio mentre sarebbe necessaria una mobilitazione di tutte le forze democratiche, senza distinzioni, per rafforzare la pressione diplomatica sul regime degli ayatollah”. L’astensione pentastellata – osserva Stefania Craxi – risponde non solo a logiche strumentali interne al cosiddetto ‘campo largo’ e al bisogno dei pentastellati di marcare a ogni costo la propria diversità. Ma lascia anche intravedere una preoccupante inclinazione verso un sistema di alleanze internazionali vicino alle principali autocrazie globali con una spiaccicata vocazione antioccidentale”.
Conte prova a rattoppare la mossa, ma peggiora le cose
Sommerso dalla critiche Conte prova goffamente a spiegare. “Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no”. Così sui social in un lungo post in cui sottolinea che l’assenza del passaggio ‘arcobaleno’ era fondamentale. “Se lasciamo che prevalga la legge del più forte, del più armato, rotoleremo nel più completo disordine mondiale”. Ma il rattoppo è peggiore del buco. “Comprensibile – dice il senatore di Azione Marco Lombardo – l’imbarazzo nel difendere una posizione difficile, ma non si può farlo alterando i fatti. Il movimento aveva preteso l’inserimento di un punto di contrarietà a qualunque intervento esterno che implicasse l’uso della forza. Il diritto internazionale vieta l’uso della forza per imporre un ‘regime change’, ma non esclude, a determinate condizioni, la legittima difesa collettiva a tutela di una popolazione civile vittima di crimini internazionali”.