Dolore e fermezza
Strage in Svizzera, Meloni: «Non è stata una disgrazia. Se qualcuno è fuggito con la cassa o ha fatto male il suo lavoro, saremo implacabili»
Crans Montana, la premier chiede verità su dinamiche e ruoli, mentre Mattarella oggi è a Martigny con Macron per l'addio alle vittime. E dichiara: «L'Italia è angosciata, spero che i giovani feriti si riprendano bene»
Mentre le indagini sulla strage di Capodanno a Crans Montana proseguono – con gli inquirenti al lavoro sul caso che cominciano, finalmente, ad aprire all’ipotesi di un fermo per i responsabili del locale, con i coniugi di nuovo interrogati proprio questa mattina dopo essere già stati sentiti dalla procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud come testimoni – oggi a Martigny è prevista la cerimonia solenne con Mattarella e Macron. E a Roma la messa solenne con le alte cariche dello Stato.
Svizzera, Meloni: «Se c’è chi ha fatto male il suo lavoro bisogna individuare le responsabilità»
Con tutta la Svizzera che espone bandiere a mezz’asta e fa risuonare campane a morto, solennizzando l’addio alle vittime di un inferno di fuoco che sarà difficile archiviare nella memoria. Una tragedia su cui la premier, nella conferenza stampa don i giornalisti, ha avuto parole ferme e lapidarie: «Quello che è successo a Crans Montana non è una disgrazia. È il risultato di troppe persone che non hanno fatto il proprio lavoro e pensavano di fare soldi facili, e le responsabilità devono essere individuate e perseguite».
Meloni: «Vietare candele scintillanti al chiuso nei locali»
Un monito che si traduce anche in una direttiva chiara per il futuro: vietare categoricamente le candele scintillanti e i dispositivi pirotecnici al chiuso nei locali, per evitare che altre vite vengano consumate in 140 secondi di terrore. «Vietare nei locali al chiuso l’uso di scintillii nelle bottiglie per festeggiare, è comunque un elemento di pericolosità. Avendo noi imprenditori abilissimi io immagino si posano trovare mille altri modi per festeggiare e evitare che un locale possa andare a fuoco», ha sottolineato non a caso Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno, parlando di Crans Montana.
Svizzera, Meloni: «Se qualcuno è fuggito con la cassa bisogna essere implacabili»
E ancora: «Leggo di un video della proprietaria del locale che scapava con la cassa. Se questo è vero bisogna essere implacabili», ha asserito con fermezza Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno parlando di Crans Montana. Dunque, linea ferma sull’individuazione delle responsabilità e, al tempo stesso, grande solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti. «Siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per fare sì che possano avere giustizia, questo per il piano giudiziario. Le famiglie – ha quindi concluso la premier sul punto – hanno la mia parola che non verranno lasciate sole mentre chiedono giustizia di fronte a questa vicenda», confermando un ruolo attivo nella drammatica vicenda e facendo il punto su una tragedia che ancora è impossibile cominciare a metabolizzare…
Le parole della premier lo ribadiscono: oggi non è il giorno della rassegnazione, ma quello del cordoglio che si trasforma in pretesa di giustizia. L’Italia si stringe attorno alle famiglie delle vittime della strage di Capodanno a Crans-Montana, mentre a Martigny, nel Canton Vallese, si consuma l’omaggio solenne a quelle quaranta vite spezzate – tra cui sei giovanissimi nostri connazionali – del rogo nel disco-bar Le Constellation.
Strage in Svizzera, Mattarella a Zurigo: «L’Italia è angosciata»
E mentre la premier coordina la risposta politica e la solidarietà nazionale (prevista per oggi pomeriggio una messa nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso con le alte cariche dello Stato), il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha portato il conforto fisico dell’Italia ai feriti. Prima di giungere a Martigny, il capo dello Stato ha fatto tappa all’ospedale di Zurigo per incontrare i familiari dei ragazzi ricoverati in terapia intensiva. «Sono venuto qui per trasmettere ai genitori la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera, coinvolta nell’angoscia per quanto accaduto», ha detto l’inquilino del Quirinale, ringraziando i medici e la Protezione Civile per lo sforzo sovrumano profuso in questi giorni.
Una nazione si ferma in rispetto al dolore: la cerimonia a Martigny
A partire dalle 14.00 di oggi, l’intera Svizzera si fermerà. Le campane suoneranno all’unisono per cinque minuti. I treni Sbb/Cff si arresteranno. E negli aeroporti di Ginevra e Zurigo i decolli saranno sospesi. Al Centro esposizioni e congressi di Martigny (Cerm), Mattarella siederà accanto a Emmanuel Macron e al Presidente della Confederazione Guy Parmelin, in una cerimonia che vede la partecipazione di 28 delegazioni internazionali.
L’evento, che inizierà ufficialmente alle 13:45, non sarà solo un tributo alle vittime. Ma un segnale di unità europea di fronte a una tragedia che ha colpito al cuore i nostri giovani. Oltre ai discorsi ufficiali e ai momenti di preghiera multi-religiosa, la giornata segna l’inizio di una mobilitazione civile: in Italia, il ministro Valditara ha già promosso un minuto di silenzio nelle scuole per esempio. Perché il ricordo di Crans-Montana resti un monito indelebile sulla sacralità della vita e del dovere.