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Stop alle “fake news” sulla riforma della giustizia: il “Comitato Sì” al Senato mette in fila le balle

Stoccata di Sallusti a Barbero

Stop alle “fake news” sulla riforma della giustizia: il “Comitato Sì” al Senato mette in fila le balle

Politica - di Gabriele Caramelli - 21 Gennaio 2026 alle 16:48

“Questa volta il giudice sei tu. Vota sì”, era la scritta proiettata in sala Nassirya al Senato, in occasione della conferenza stampa organizzata dal “Comitato Sì “ per la riforma della  giustizia. Al tavolo dei relatori era presente il professor Nicolò Zanon, il giornalista Alessandro Sallusti e Isabella Bertolini, membro laico del Csm. Un’occasione per fare chiarezza su un argomento che ha scatenato un forte dibattito, anche a livello televisivo, e che spesso è culminato con una disinformazione per nulla proficua.

Come ha spiegato Zanon, presidente del “Comitato Sì”, la riforma della giustizia «non appartiene né alla destra, né alla sinistra: tanti esponenti dell’opposizione sono a favore di un cambiamento che ci avvicinerebbe alle grandi democrazie liberali». Tra l’altro, attraverso il sorteggio delle toghe potrebbe verificarsi «la possibilità di evitare lo strapotere delle correnti, mentre attraverso la creazione di una “Corte disciplinare” – non inteso come un organo punitivo – sarà possibile fare luce sugli eventuali illeciti». In sostanza, si tratta di un nuovo apparato «contrario all’atteggiamento “perdonista” sulle appartenenze correntizie».

Comitato per il Sì: la conferenza stampa al Senato contro le “Fake news”

Come ha ricordato Isabella Bertolini, il “Comitato per il Sì” possiede «una sede e la segreteria. C’è anche un sito su cui possono informarsi tutti i cittadini e abbiamo anche dei profili social per raggiungere i più giovani». Poi ha aggiunto: «All’inizio i soci fondatori erano 33, ma adesso ci sono 70 personalità, tra cui 26 magistrati che hanno dato la propria adesione. Faremo anche dibattiti ed eventi nazionali: uno di questi è in programma il 17 febbraio a Milano». Quanto alle discussioni sul tema della riforma «c’è un dibattito pubblico fuorviante, abbiamo assistito a messaggi non veritieri e per questo dobbiamo informare i cittadini. Siamo in una fase entusiasmante, visto che abbiamo ricevuto grande affetto e tante richieste di chi vuole partecipare alla campagna».

Sallusti e la stoccata a Barbero sulla riforma della giustizia

Abbiamo chiesto ad Alessandro Sallusti quali rappresentanti del “No” alla riforma, con i loro interventi scomposti, avessero rafforzato le convinzioni di chi vuole andare a votare per il cambiamento. Tra tutti, il giornalista ha fatto riferimento ad Alessandro Barbero, «illustre professore, ma ha dimostrato che quando si invadono altri campi di competenza, il rischio è quello di fare danni. Credo che la risposta data al docente da Zanon sia stata perfetta». Non a caso, il medievista si era ultimamente lanciato in un volo pindarico, affermando che la riforma fosse “da Stato autoritario”, guadagnandosi anche la replica dell’ex pm Antonio di Pietro: «O non ha letto la riforma, oppure si è fidato di quel che ha letto su qualche cartellone pubblicitario affisso lungo i binari della Stazione centrale di Milano».

La gente vuole ragionare nel merito della riforma

Successivamente, Sallusti ha ricordato un altro personaggio che ultimamente si è schierato per il “No”: il suo nome è Giorgio Parisi, premio Nobel italiano per la fisica. Ma come ha spiegato l’ex direttore de Il Giornale, «non è detto che un’eccellenza scientifica possa esserlo anche nel campo della giustizia». Tra l’altro, lo scienziato italiano è stato anche tra i firmatari «dell’appello per non far parlare Papa Joseph Ratzinger a La Sapienza» nel 2007. Per concludere, come ha sottolineato Alessandro Sallusti, l’obiettivo del “Comitato Sì” non è quello di «comprare l’adesione dei cittadini, ma di convincerli a votare, spiegandogli i punti i della riforma». Dopo il suo intervento, anche il professor Nicolò Zanon ha evidenziato che «c’è tanta gente che non vuole più sentire improperi e falsità, con il desiderio di ragionare nel merito della riforma» e che «sarebbe bello un dibattito pubblico con Barbero» sul tema principale. 

 

 

 

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di Gabriele Caramelli - 21 Gennaio 2026