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Daniele Stramaccioni

Il calcio in declino

Sky e Dazn perdono abbonati, tra aumento dei prezzi e telecronache “tifose”: il rischio del default è imminente

L'ultimo caso è quello di Daniele Stramaccioni in Inter-Lecce. Oltre alla pirateria le due piattaforme rischiano di pagare un prezzo di credibilità

Cronaca - di Paolo Cortese - 15 Gennaio 2026 alle 15:37

Da Beppe Bergomi a Daniele Stramaccioni, le telecronache tifose di Sky e Dazn producono una continua emorragia di abbonamenti. Le due piattaforme che detengono i diritti del calcio, Europa compresa, devono contrastare la pirateria ma anche l’effetto di una imparzialità e una certa grossolanità ei commenti tecnici che ormai sembra incontenibile.

L’ultimo caso: il rigore di Stramaccioni

L’ultimo caso in ordine cronologico risale a ieri sera. Inter-Lecce, recupero di serie A. L’arbitro Maresca assegna un rigore inesistente ai padroni di casa, poi revocato dal Var, che Daniele Stramaccioni, commentatore ed ex allenatore dei nerazzurri, definisce in diretta, “netto”. Senza porsi un dubbio e con poco rispetto per i tifosi del Lecce. Ma la pletora di opinionisti tifosi non si ferma al tecnico romano. Dal “profeta” Hernanes, ad Ambrosini arrivando sino a Beppe Bergomi, è difficile assistere telecronache imparziali.

Giudizi tecnici non all’altezza

Da Fabio Caressa a Pierluigi Pardo non mancano, anche qui, i “fuoriclasse”. I telecronisti che hanno grandi competenze tecniche e che si astengono dall’apparire o sembrare tifosi. La stessa cosa dicasi per bandiere del nostro calcio come Fabio Capello o Alex Del Piero, oppure lo stesso Paolo Di Canio, che sanno fare valutazioni tecniche adeguate.

Per il resto, anche qui, è un profluvio di improvvisazioni che non tengono conto di ciò che accade nelle singole squadre.

L’emorragia che non si ferma

DAZN ha registrato una flessione drastica, con circa 13-15 milioni di telespettatori in meno nella stagione 2024/2025 rispetto a quella precedente. Nel 2025, il numero di utenti unici in Italia è sceso a circa 2,2 milioni (un calo dell’11,8%), con un crollo del tempo speso sulla piattaforma del 27,9%.

Stessa cosa per Sky. Sebbene lo “zoccolo duro” rimanga intorno ai 4,2-4,3 milioni di abbonati, ha subito cali nei servizi digitali. NOW (il servizio streaming di Sky) ha visto un calo del 36,2% nel tempo di visione nel 2025.

Entrambe le società hanno subito tracolli economici. Sky Italia: tra il 2020 e il 2022, la società ha accumulato perdite per circa 2 miliardi di euro. Solo nel 2022 il rosso è stato di 738 milioni di euro, principalmente a causa della perdita dell’esclusiva sulla Serie A. DAZN Group: a livello globale, le perdite sono state massicce, pur essendo in riduzione. Nel 2024 il rosso è stato di circa 936 milioni di dollari (rispetto a oltre 1 miliardo degli anni precedenti), con l’obiettivo dichiarato di raggiungere la redditività nel 2026.

Il futuro? In chiaro

Seppure la pirateria resti il primo nemico, la crisi di Sky e Dazn sembra senza fine. Nonostante il calcio rimanga in assoluto lo spettacolo più amato dagli italiani. Il futuro parla di un calcio in chiaro, accessibile a tutti, che incasserebbe miliardi in pubblicità. Auspicando anche conduzioni tecniche più imparziali.

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di Paolo Cortese - 15 Gennaio 2026