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Se l’Ue vuole cancellare la parola Patria dall’immaginario collettivo: il caso Kosovo e quei diktat irricevibili

Nessun futuro senza radici

Se l’Ue vuole cancellare la parola Patria dall’immaginario collettivo: il caso Kosovo e quei diktat irricevibili

Viene da chiedersi cosa aspiri a essere questa Unione che vuole cancellare il concetto di Patria e che forse, non sembra più ricordarne il significato: un’Europa dei popoli o un’unione di compromessi squilibrati tra Stati, fatti solo in nome del commercio e dell’utilitarismo, con la cultura woke a farla da padrona?

Politica - di Francesco Comegna - 25 Gennaio 2026 alle 07:00

L’Unione Europea tra le sue tante amnesie valoriali, che spesso fanno dimenticare che dietro una sigla c’è una terra culla di civiltà, ha deciso di mettere al bando la parola Patria. Nell’ambito del percorso di adesione all’Ue da parte del Kosovo, sono state pubblicate delle linee guida all’interno di un documento facente capo al progetto “Gender equality facility” (finanziato con 1,5 milioni di euro), dove Bruxelles pone al Kosovo come condizione per entrare nell’Ue l’utilizzo di un linguaggio cosiddetto inclusivo, che dovrebbe epurare parole come padre e madre, o altre parole che rimandano ad una distinzione biologica dei sessi, vietato anche usare la parola Patria.

Il diktat al Kosovo: via le parole “madre”, “padre” e “patria”

Se questi sono i valori che l’Ue propone agli aspiranti membri, ci sarebbe da chiedersi se convenga o meno aderire, ma tralasciando la grottesca assurdità di censurare i riferimenti semantici al maschile e al femminile, politicamente viene da chiedersi cosa aspira ad essere questa Unione che vuole cancellare il concetto di Patria e che, forse, non sembra più ricordarne il significato.

Se la terra dei padri diventa un concetto da cancellare

Il concetto di Patria inteso generalmente oggi è quello nato con l’illuminismo e gli stati nazionali, ulteriormente sviluppato da Mazzini in età risorgimentale, che vedeva la Patria come una sorta di missione etica collettiva di un popolo. Da questa visione ne è nata l’accezione nazionalista, che partendo da un architrave filosofico hegeliano, ne esaspera il significato trasformandolo in un’ideologia politica che idolatra la nazione. In realtà il concetto di Patria non è nazionalismo estremo o chiusura verso gli altri popoli, ma viene da lontano ed è fondamento della nostra civiltà.

Patria viene dal latino pater e prende il significato di terra dei Padri, ovvero una comunità politica, giuridica, morale e religiosa, in cui i cittadini si riconoscono, che è stata tramandata dalle generazioni precedenti. In ambito cristiano il concetto è stato ampiamente sviluppato, in particolare Tommaso d’Aquino lo inserisce nella pratica della pietas, intesa come pratica virtuosa di amore e riconoscenza verso coloro che ci hanno fatto del bene, amore gerarchicamente ordinato che spetta prima a Dio, in secondo luogo alla famiglia e poi alla Patria. Nella tradizione cristiana la Patria terrena è una comunità umana ordinata al bene comune, in vista della vera Patria, quella celeste. Giovanni Paolo II, gigante del nostro tempo, vedeva nella Patria uno dei primi luoghi dove si fa esperienza dell’amore di Dio, in quanto ci fa scoprire l’amore per le nostre radici e per la nostra storia.

La Patria non può quindi essere una categoria divisiva, ma il punto di partenza per una politica sana, proiettata verso il futuro ma ancorata alle proprie radici. Se le ideologie sono di per sé astratte e conflittuali, la Patria è qualcosa che può unire uomini che la pensano diversamente. La Patria non è idolatria della nazione ma amore per essa, è un elemento concreto, un pezzo di terra, un legame di sangue, una storia comune, che va aldilà del credo politico. Dovremmo essere tutti patrioti, da destra a sinistra. Se il termine comunità fa riferimento a legami sociali, culturali e valoriali, la Patria invece è l’appartenenza a quei legami e quei valori ma circoscritti in qualcosa di concreto, in una terra di cui facciamo esperienza in modo ancestrale.

Tra singolo e comunità: l’antidoto a individualismo e collettivismo

La Patria è un elemento fondamentale che media tra l’individuo e la comunità, evitando l’individualismo così come un collettivismo che annulla i singoli nella massa, cancellandone le identità. Se l’Unione Europea ha la pretesa di appellarsi come comunità, ma allo stesso tempo non riesce a trovare valori comuni fondanti (avendo rifiutato le radici cristiane ad esempio), ecco che la Patria resta oggi un legame indissolubile, un luogo sicuro, senza la quale il cittadino resterebbe solo e privo di identità, ad interfacciarsi con un apparato burocratico distante e asettico. La scelta passa a Bruxelles, tra il costruire un’Europa dei popoli o altrimenti restare un’unione di compromessi squilibrati tra stati, fatti solo in nome del commercio e dell’utilitarismo, con la cultura woke a farla da padrona.

 

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di Francesco Comegna - 25 Gennaio 2026