Cortocircuito
Se i maranza accoltellano è colpa del lockdown: l’autogol di Orlando, ministro del governo che ci ha rinchiusi in casa
Parla per competenza territoriale: Andrea Orlando, ex candidato (perdente) del centrosinistra alla Regione Liguria, dice la sua sul delitto di La Spezia, dove un 18enne marocchino ha accoltellato a morte un compagno di scuola egiziano. Orlando, che era ministro del Lavoro nel governo Conte, ha fornito la sua disamina, che assomiglia tanto a un clamoroso autogoal.
Colpa del lockdown in pandemia, ma il provvedimento l’ha avallato anche lui
In un video pubblicato sui social, l’ex ministro della Giustizia ed esponente Pd, si è lanciato in una disamina sociologica degna di miglior causa: «Quello che c’è da chiedersi è come sia possibile che all’interno di una scuola e sempre più spesso nelle vie, nelle strade ci siano atti di violenza tra i giovani. Credo che sia una domanda da farsi con grande serietà – osserva Orlando – e sulla quale la politica non si dovrebbe dividere. È successo qualcosa, soprattutto dopo il periodo del Covid, che ha visto una crescita nella nostra città e in tutto il Paese di atti di violenza, di aumento delle dipendenze tra i giovani».
Andrea Orlando vuole affrontare il tema della sicurezza “senza demagogia”: quindi non dice che il killer è marocchino
«Oltre naturalmente al tema della sicurezza, che dobbiamo tutti insieme affrontare senza demagogia, c’è anche un altro tema che è quello di come si evita di perdere una o più generazioni spaesate, spaventate, in alcuni casi violente, e come possiamo non scaricare tutto questo sulle spalle della scuola e neppure delle forze dell’ordine. Perché quando succede qualcosa di questo genere c’è qualcosa di malato nella società – conclude l’ex ministro dem – che non si risolve soltanto con questa o quella norma. C’è qualcosa di più profondo sulla quale credo tutti insieme dovremmo provare a riflettere».
Al di là del corretto appello a non dividersi, cosa che dovrebbe rivolgere ai suoi compagni di partito e del campo largo, che sulla sicurezza hanno contrastato tutte le misure del governo, Andrea Orlando omette un paio di elementi e di parole. Una è rappresentata dalla parola “integrazione”. Non sfugge neanche alla sinistra che certe aggressioni sono consumate nella stragrande maggioranza dei casi all’interno di gruppi di giovani provenienti dall’estero, il più delle volte dal Nord Africa.
Secondo elemento, ancora più eclatante, addossare la colpa al lockdown rappresenta una clamorosa sconfessione del governo Conte e di fatto conferma le obiezioni del centrodestra sulla gestione scellerata della pandemia. Orlando che siedeva nel consiglio dei ministri, a questo punto sia conseguente: chieda di venire audito dalla Commissione Covid e spieghi cosa è successo davvero e come mai sono state prese misure che, a distanza di anni, l’Italia e gli italiani stanno pagando ancora.