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Schlein umiliata dai cacicchi De Luca ed Emiliano: li voleva cacciare ma è lei a soccombere

Tutti i "rospi" mandati giù

Schlein umiliata dai cacicchi De Luca ed Emiliano: li voleva cacciare ma è lei a soccombere

Gli ex governatori della Puglia e della Campania fanno il bello e cattivo tempo senza che Elly tocchi palla. Consulenza d'oro per il primo, ricandidatura a Salerno per "lo sceriffo". Nel discorso di insediamento alla segretaria Pd voleva cacciarli. Ma non ha fatto altro che ricevere schiaffi. Due anni di fallimenti

Politica - di Adriana De Conto - 17 Gennaio 2026 alle 15:11

Correva l’anno 2023, era febbraio, quando Elly Schlein dichiarò guerra ai “cacicchi e ai capibastone”: «C’è bisogno di una svolta oppure il partito muore. Niente più spartizione a tavolino dei ruoli dirigenti». La neo-eletta segretaria del Pd aggiunse per fare la faccia feroce: «Su questo non cedo di un millimetro». Due anni dopo i cacicchi ancora dettano legge, sono vivi e vegeti. Lo spettacolo di questi ultimi giorni segna uno schiaffo impietoso per Elly in Puglia e in Campania con  gli “eterni” Michele Emiliano e Vincenzo De Luca a fare il bello e cattivo tempo.

Elly Schlein non tocca palla: i cacicchi sono vivi e vegeti

Esce di sena, con le sue dimissioni, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, lasciando l’incarico in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mese di ottobre. E di fatto spalanca le porte al ritorno alla guida della città dell’ex governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Il quale non conferma, ma lancia segnali chiarissimi e scalpita: “La ricreazione è finita”, dice parlando della città che lo consacrò “sindaco-sceriffo”. In Puglia Michele Emiliano esce dalla giunta appena varata da Decaro, ma rientra dalla finestra: rinuncia a un posto da assessore in Giunta regionale, ma ne avrebbe accettato uno da consigliere del presidente. Remunerato molto generosamente: 130mila euro. In tutti questi accomodamenti territoriali Elly Schlein non ha toccato palla. 

Elly e i cacicchi: Schlein ha fallito su tutta la linea

I cacicchi di cui la segretaria dem aveva parlato con dispregio erano essenzialmente i due ex presidenti di regione. E con loro Elly ha dovuto trattare, altro che cacciare. Un’ umiliazione per colei che aveva fatto del rinnovamento il suo mantra. Le ultime regionali stanno lì a ricordare quanti rospi Elly ha dovuto ingoiare: costretta a sedersi per mediare e trattare con i “cacicchi” del partito su chi candidare in Toscana, Campania, Puglia. Il Pd di Schlein non conta niente: nel Pd contano i cacicchi che  stanno ancora tutti lì. Hanno mille vite. Sono astuti, esperti, cinici, feroci. Ed Elly non può che soccombere. Una grave sconfitta politica.

Schlein soccombe: no cacicchi no party

Ve la ricordate quando Schlein ne parlò, sprezzante, il giorno del suo insediamento, sul palco del centro congressi “La Nuvola”, all’Eur? Li mise in fila: cacicchi, capibastone, capicorrente: «Non vogliamo più vederli!» – disse incauta in un attacco violento. Poi l’abbiamo vista trattare di volta in volta con Eugenio Giani: il governatore uscente della Toscana ambiva al secondo mandato. Elly, invece, avrebbe voluto altre ipotesi. Niente da fare, sono state brutalmente rispedite al mittente. Nelle Marche il sogno di dare spazio a un ortodosso della linea Schlein si è infranto sulle spiagge di Pesaro, dove un inossidabile Matteo Ricci, un tempo renziano di ferro, ha imposto al partito il suo nome. Poi, la Puglia e la Campania: due casi di scuola.

In Campania e in Puglia Elly non conta nulla

Michele Emiliano e Vincenzo De Luca hanno costruito e tenuto il potere per dieci anni (due legislature) beneficiando di un consenso che è andato oltre il perimetro del centrosinistra. Attraverso un sistema di potere consolidato nel tempo attraverso le liste civiche, notabili e personalità in grado di mobilitare una porzione di elettorato con cui Elly non è in grado di tenere le fila. Tutto accade ed è accaduto suo malgrado, contraddicendo i suoi progetti. Il Pd che fa capo alla segretaria non conta niente dinanzi a De Luca e dinanzi ai patti di potere pugliesi, se vogliamo rimanere a questi due ultimi casi. Vincenzo De Luca ha dovuto riporre le ambizioni di terzo mandato. Ma non quelle di essere decisivo nella futura partita per le regionali. Il segretario regionale campano è il figlio Piero, deputato. Nessun diktat del Nazareno potrà verosimilmente ostacolare don Vincenzo nella sua ricandidatura a sindaco di Salerno.

Parole al vento, bilancio politico tragico

Aveva detto: «Non cedo un millimetro». Una tradizione di promesse rimangiate. Bilancio tragico. E la tragedia più grande per Elly è anche e soprattutto un’altra: il Pd sopravvive non grazie alla sua gestione disastrosa, ma grazie proprio ai famigerati cacicchi. Deve ringraziare loro se la partita delle regionali si è chiusa con un 3 a 3, riuscendo a non perdere le Regioni in cui il centrosinistra già governava.  Fallimento totale è dire poco.

 

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di Adriana De Conto - 17 Gennaio 2026