Sicurezza
Rotta Piantedosi su migranti e violenti: stop ai veti, scuole sicure, più tutele per chi ci difende
La linea del titolare del Viminale a tutto campo: "Niente veti ideologici sui centri in Albania. Stop ai coltelli in classe". E su legittima difesa e tutela delle forze dell'ordine...
Sicurezza, Piantedosi segna la road map che, dalla gestione dei flussi migratori alla criminalità urbana, passando per la violenza giovanile col coltello tra i denti, perlustra un terreno vasto e fissa i paletti della legittimità. Ospite di Bruno Vespa a 5 Minuti il ministro, rispondendo punto su punto alle polemiche strumentali della sinistra e ai tentativi di blocco ideologico e, soprattutto, smontando fake news e smorzando allarmi demagogici, dagli scafisti alla tutela delle divise, fino alla protezione dei giovanissimi nelle aule scolastiche, il titolare del Viminale ribadisce un concetto chiaro: sicurezza e legalità non sono negoziabili.
Migranti e centri in Albania, Piantedosi: l’Europa ci dà ragione. Monito alle toghe
Il primo punto allora investe la vexata quaestio dei centri in Albania che tanto da fare hanno dato alle toghe pro-migranti (e immigrazione coatta). Un nodo nevralgico su cui Piantedosi, rispondendo a Vespa, non usa giri di parole in merito al ruolo della magistratura. Con l’entrata in vigore dei regolamenti europei a giugno, il quadro normativo diventerà ancora più solido. «Non posso presumere che la magistratura italiana, che ha il compito di fare applicare la legge, si metta di traverso» a giugno quando entreranno in vigore i regolamenti europei. «E quindi leggi di maggiore forza che sono state condivise a livello europeo», ha ammonito il ministro, auspicando il pieno rispetto non solo dell’ordinamento nazionale, ma soprattutto di quello comunitario.
«Ho letto qualche anticipazione da parte di singoli magistrati che anche su questo anticipano qualche contestazione – aggiunge Piantedosi –. «Ma ci auguriamo» che ci sia il rispetto degli assetti normativi, sia italiano che europeo, ha rilevato anche. Una risposta ferma a quei magistrati che, con anticipazioni mediatiche, sembrano già pronti a sollevare contestazioni pregiudiziali contro una strategia di contenimento dell’immigrazione clandestina condivisa ormai da molti partner Ue.
Difesa legittima e tutela delle Forze dell’ordine
E da un asse giuridico all’altro, il ministro su Raiuno è intervenuto anche sul drammatico episodio di Milano, dove un agente ha ucciso un pusher marocchino che gli puntava contro una pistola (rivelatasi poi una replica). Piantedosi ha ricordato che il soggetto, già noto alle autorità con precedenti per violenza e spaccio, era una minaccia concreta.
Piantedosi: «Con la nuova norma l’agente di Rogoredo avrebbe usufruito del beneficio dell’inversione dell’onere della prova»
Non solo, precisando che comunque l’iscrizione sul registro degli indagati (l’agente è indagato per omicidio volontario, ndr) è sempre rimessa «alla valutazione del giudice», ha anche sottolineato: «Con il nuovo pacchetto sicurezza l’agente di polizia che ha sparato a Rogoredo «avrebbe potuto fruire del beneficio dell’inversione dell’onere della prova, perché in questo caso c’era una causa di giustificazione molto evidente: una pistola puntata verso gli operatori di polizia che sembrava a tutti gli effetti una beretta calibro 9, cosa che in qualche modo rende legittimo pensare che la difesa fosse legittima».
Ossia, una norma fondamentale per tutelare chi rischia la vita in strada: di fronte a una “Beretta calibro 9” puntata contro, la reazione del poliziotto si configura come un atto di legittima difesa che non dovrebbe trasformarsi automaticamente in un calvario giudiziario per l’operatore.
Piantedosi: «Mai agenti Ice in Italia come a Minneapolis. Chi lo dice sparge fake news»
E sempre a proposito di divise e sicurezza, Piantedosi ha smontato il castello di carte costruito dalla sinistra sulla presunta presenza di agenti dell’Ice americana (Immigration and Customs Enforcement) a Milano per le Olimpiadi. «Chi sostiene questa ipotesi spaccia una fake news per incompetenza o malafede», ha tagliato corto il ministro. Asseverando (si spera una volta per tutte), che la sicurezza sul territorio nazionale resta una competenza esclusiva e sovrana delle forze dell’ordine italiane: «Non si vedranno mai agenti Ice in giro per le strade in Italia come a Minneapolis».
Scuole sicure: via ai controlli anche “a sorpresa” contro i coltelli tra i banchi
Novità importanti anche sul fronte scolastico e sulla sicurezza in classe. Per arginare l’allarmante fenomeno dei coltelli tra i banchi, annuncia Piantedosi, è in arrivo una direttiva condivisa con il ministro Valditara. Su richiesta dei presidi, e nel rispetto dell’autonomia scolastica, saranno possibili controlli a sorpresa e l’installazione di metal detector. Un intervento necessario per restituire serenità agli istituti, troppo spesso teatro di violenze gratuite tra giovanissimi.
«Stiamo lavorando, e proprio in queste ore, usciremo con una direttiva condivisa con il ministro Valditara che manderemo ai dirigenti scolastici e ai prefetti», anticipa il ministro dell’Interno a 5 minuti. ”Su richiesta dei dirigenti scolastici, insieme ai prefetti, si potrà decidere di fare dei controlli nelle scuole, davanti alle scuole, all’ingresso delle scuole, in relazione a questo fenomeno crescente dell’utilizzo dei coltelli da parte dei ragazzi», ha spiegato.
Specificando: «Potrà essere fatto a sorpresa quando sarà richiesto dai presidi. Ovviamente resta fermo che se ci sono problemi di commissioni di reati, quindi indagini giudiziarie, e su disposizione dell’autorità giudiziaria, potrà essere fatto in maniera anche diversa».