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Renzi sciacallo: “Musumeci è un raccomandato”. Non sa che la Regione Sicilia per il dissesto ha speso più di tutte

Il doppio dramma di Niscemi

Renzi sciacallo: “Musumeci è un raccomandato”. Non sa che la Regione Sicilia per il dissesto ha speso più di tutte

Politica - di Elsa Corsini - 29 Gennaio 2026 alle 18:07

Tra i più scatenati soldati, elmetto e lancia in resta, contro il governo Meloni spicca Matteo Renzi. Dopo l’immancabile Angelo Bonelli e i soliti noti delle opposizioni, scesi sul piede di guerra anche di fronte alla tragedia di Niscemi, arriva il leader di Italia Viva. “Musumeci è ministro non per merito. Ma perché raccomandato da Giorgia Meloni. Eppure da presidente della regione Sicilia non ha speso i sei miliardi che gli avevamo lasciato. E da ministro ha detto no alla riapertura di Italia Sicura, il progetto contro il dissesto idrogeologico che avevamo fatto con Renzo Piano. Musumeci è un incapace. Ma è raccomandato da Giorgia Meloni, in nome dell’amichettismo. Il maltempo ha fatto male alla Sicilia, il malgoverno ha fatto ancora peggio”. Così sui social l’ex rottamatore a corto di argomenti. Si scaglia con furore sciacallesco contro il ministro della Protezione  civile e delle politiche del mare, il cui specchiato curriculum politico e personale basterebbe a mettere a tacere gli insulti renziani.

Niscemi, Renzi sciacallo contro Musumeci: è raccomandato

A ridimensionare la baldanza del toscanaccio ci pensa, numeri alla mano,  l’europarlamentare Ruggero Razza che sottolinea l’inutilità della polemica, per di più irrispettosa del dramma degli sfollati. “A che serve sostenere che la Sicilia negli anni scorsi avrebbe fatto male, quando invece è stata la Regione tra tutte che più ha speso le risorse per il dissesto idrogeologico, con una continuità che raggiunge i giorni di oggi?”, chiede l’esponente di Fratelli d’Italia.

FdI: non sa cosa dice, irrispettoso del dramma degli sfollati

“Ciò non esclude – aggiunge – che serva fare ancora di più. E che bisogna lavorare a un’opera di ‘rammendo ‘del territorio che impegnerà molti anni ed enormi risorse. Ma se negli ultimi anni c’è stata una spesa costante e crescente, raccontare il contrario è inutile e sbagliato. La gente, disperata, ci chiede impegno, senza distinzione di fronte. Vale per Bonelli che si è lamentato degli appelli, allora in assoluta solitudine, dei presidenti La Russa e Galvagno ad una maggiore sensibilità per la Sicilia da parte dei media nazionali. Salvo poi precipitarsi in fretta e furia a Niscemi e nelle altre zone colpite dal ciclone Harry per la solita foto opportunity. Vale per Renzi e chi ha ruoli di responsabilità nazionale”.

Squallida polemica mentre la frana è ancora in movimento

E ancora: “Se fossi in Renzi – aggiunge Razza – tralascerei il riferimento al ‘suo’ Patto per il Sud, firmato in un’assolata Valle dei Templi. Senza sapere che gli stavano facendo sottoscrivere un elenco di centinaia di interventi senza un solo progetto cantierabili. Se poi è appassionato di numeri, scoprirebbe che su sei miliardi complessivi, quella programmazione prevedeva per il dissesto circa 500 milioni di euro che la Sicilia non solo ha impegnato praticamente al 100%, ma che hanno dato vita negli anni di dal 2018 al 2022 ad una spesa ben al di sopra di qualsiasi Regione italiana, nonostante lo stop dei cantieri nel corso della pandemia. Nessun euro è rimasto nel cassetto e le opere sono state quasi integralmente attivate. Con una frana ancora in movimento, sull’astiosità dialettica deve prevalere il senso della nazione.

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di Elsa Corsini - 29 Gennaio 2026