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Referendum, arriva l’ultimo sondaggio ammazza-No: il Sì è al 59% (ma Travaglio parla di parità…)

Il voto di marzo

Referendum, arriva l’ultimo sondaggio ammazza-No: il Sì è al 59% (ma Travaglio parla di parità…)

Politica - di Leo Malaspina - 29 Gennaio 2026 alle 13:12

Da settimane il dato è costante: sei italiani su dieci, interrogati sulla riforma della giustizia al vaglio del referendum, dicono che voteranno “Sì”. Ma c’è un’eccezione.Il Fatto quotidiano” di Marco Travaglio fa eccezione, chissà perché, e parla di “remuntada” clamorosa, forse speranzosa…
Ieri sera, a “Porta a Porta“, l’istituto di ricerca Noto ha parlato di  verdetto che appare definito a meno di 2 mesi dal referendum sulla riforma della giustizia. Il 45% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare. Non andrà il 49%, mentre la quota degli indecisi è del 6% secondo il sondaggio dell’Istituto Noto per Porta a Porta. In particolare, il 59% degli italiani voterebbe sì alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati (così come uscita dal Parlamento), mentre il 41% voterebbe no, quindi per l’abrogazione.

Referendum, il Sì in a ampio vantaggio anche nell’ultimo sondaggio

Alla domanda, poi, se siano favorevoli all’introduzione di due consigli superiori della magistratura, uno per i pubblici ministeri, l’altro per i magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, ha risposto sì il 53% degli intervistati, contrari il 24%, non sa il 23%. Per quanto riguarda l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare composta da 15 membri, tre nominati dal presidente della Repubblica, tre da professori universitari e avvocati con almeno 20 anni di anzianità estratti a sorte in un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune e da nove magistrati estratti a sorte tra i pubblici ministeri e i magistrati giudicanti anch’essa da magistrati sorteggiati, il 55% si è detto favorevole a questi tipo di ‘composizione’, contrario il 28% mentre il 22 % non sa. In relazione al quesito “i due consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal parlamento in seduta comune” si è detto favorevole il 55% degli Italiani, contrario il 24%, non sa il 21%.

Vale appena la pena di ricordare che il 23 gennaio un sondaggio di YouTrend per Sky TG24 stimava il Sì al 55 per cento, con dieci punti di distacco sul No e un’affluenza al 62 per cento. Un’altra rilevazione del 15 gennaio dell’istituto di statistica EMG per il TG3 dava il Sì al 48,7 per cento e il No al 30 per cento. Dunque, il dato sul “Sì” è in crescita, anche se “Il Fatto“, ieri, ha sostenuto una improbabile rimonta del “No” con un quadro di sostanziale parità e cita l’istituto Ixé secondo cu il 50,1% degli intervistati voterebbe per confermare la legge costituzionale del governo, il 49,9% per non confermarla.

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di Leo Malaspina - 29 Gennaio 2026