La sentenza
Ragazza di Ravenna accusò di stupro due stranieri: per la Cassazione “era consenziente anche se ubriaca”
“Ubriaca ma consenziente”: la Cassazione archivia definitivamente con questa singolare motivazione lo stupro di gruppo denunciato da una diciottenne di Ravenna nei confronti di due cittadini stranieri. I rapporti sessuali erano stati perfino filmati dai protagonisti.
La ragazza, anche se aveva bevuto, era consenziente la notte nella quale fu filmata da un ragazzo mentre aveva un rapporto con un amico del primo. Dichiarando inammissibile il ricorso dell’accusa, la Cassazione ha fatto diventare definitiva l’assoluzione dei due imputati perché “il fatto non costituisce reato”. I due dovevano rispondere di violenza sessuale di gruppo e per induzione con abuso delle condizioni della ragazza, all’epoca 18enne, la quale aveva bevuto vino e superalcolici.
La diciottenne di Ravenna è stata filmata da ubriaca durante i rapporti
Dopo il collegio penale di Ravenna in primo grado, con decisione e motivazioni che crearono molte polemiche, e la corte d’appello di Bologna cha aveva confermato la sentenza di assoluzione piena, giovedì sera – come riportato dal Resto del Carlino – la Cassazione ha definitivamente chiuso il caso. Secondo l’accusa, la ragazza era stata stuprata e filmata in un appartamento di Ravenna nel quale nell’ottobre 2017 era stata accompagnata a spalla dopo una serata in un locale durante la quale aveva bevuto molto. Dopo l’assoluzione di primo grado, c’erano state accese polemiche culminate in un corteo organizzato da associazioni contro la violenza di genere.
I due imputati, oggi di 36 e 35 anni, entrambi di origine straniera, sono rispettivamente un ex atleta del Ravenna calcio, assistito dagli avvocati Francesco Papiani e Raffaella Salsano, e un commerciante d’auto usate, difeso dagli avvocati Silvia Brandolini e Carlo Benini: il primo era indicato come chi aveva incitato l’amico riprendendo la scena con il telefonino e l’altro come chi aveva materialmente abusato della ragazza. A suo tempo sulla base di quei video e dei ricordi della ragazza, due differenti gip ravennati avevano deciso per la custodia cautelare in carcere dei sospettati, misure poi annullate dal tribunale della Libertà di Bologna.