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Una iniziativa di sensibilizzazione sul cancro. Nei riquadri, il ministro Calderone e il sottosegretario Bellucci

Diritti e dignità

Più tutele sul lavoro per chi ha avuto un tumore: cosa prevede il nuovo decreto «che tocca la vita concreta delle persone»

Il ministero del Lavoro, di concerto con la Salute, interviene sull'accesso alle politiche attive per il lavoro. La misura si inserisce nella cornice della legge sull'oblio oncologico e si aggiunge a quella già adottata per il settore assicurativo

Politica - di Natalia Delfino - 20 Gennaio 2026 alle 16:59

Prosegue l’impegno del governo per garantire che le persone che hanno vissuto una patologia oncologica non ne restino penalizzate a livello sociale e lavorativo. Il ministero del Lavoro, di concerto con quello della Salute, ha adottato un decreto per garantire parità di opportunità nell’inserimento e nella permanenza al lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi. Il decreto si inserisce nel solco tracciato dalla legge sull’oblio oncologico ed è frutto di un ampio confronto con le associazioni dei pazienti.

Calderone: «Un passo che tocca la vita concreta delle persone»

«Con questo decreto compiamo un passo che tocca la vita concreta delle persone», ha commentato il ministro del Lavoro, Marina Calderone, sottolineando che «rendere pienamente operative le tutele previste dalla legge sull’oblio oncologico significa affermare con chiarezza che la guarigione deve coincidere con un nuovo inizio, libero da paure, pregiudizi e barriere ingiustificate. Il provvedimento garantisce strumenti reali per accompagnare il rientro al lavoro, sostenere la crescita professionale e valorizzare le competenze di ciascuno».

«È un impegno – ha proseguito Calderone – che il governo assume con convinzione: costruire un sistema che non lasci indietro nessuno e che sappia guardare alla storia personale di ogni cittadino con rispetto e responsabilità. Continueremo a lavorare, in costante dialogo, affinché chi ha superato una prova così difficile possa contare su un sostegno autentico e sulla possibilità di progettare il proprio futuro».

Cosa prevede il decreto per l’accesso al lavoro di chi ha superato un tumore

Il decreto, viene spiegato, mette al centro la dignità della persona e il diritto a vivere senza pregiudizi, barriere sociali ed economiche. Lo fa puntando in particolar modo sulle competenze, presenti o attivabili attraverso le politiche attive del lavoro. Nella pratica, assimila tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità ricompresi tra i beneficiari del Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), del Fondo Nuove Competenze, dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro nel caso sia integrato il requisito economico, e tra coloro per cui possono essere attivati gli “accomodamenti ragionevoli” definiti dalle leggi di recepimento della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Bellucci: «Anche oltre 50mila guariti da tumore pediatrico potranno beneficiare della legge»

Il viceministro con delega alle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, ha sottolineato che «garantiamo così a migliaia di cittadini guariti dal tumore il giusto ed effettivo riconoscimento dei propri diritti». «Penso, in particolare – ha chiarito – a chi ha affrontato la malattia da bambino: oltre 50mila guariti da tumore pediatrico potranno beneficiare della legge e guardare al futuro con maggiore serenità. Continueremo su questa strada, nel segno di un impegno concreto e duraturo a favore delle persone con malattie oncologiche e di chi ha già vinto la propria battaglia».

La cornice della legge sull’oblio oncologico

Il provvedimento si inserisce in una più ampia azione del Governo a sostegno delle persone affette da tumore e delle loro famiglie. In particolare, sono state rafforzate le tutele per i lavoratori che stanno affrontando il cancro, si è provveduto a semplificare le donazioni al Terzo Settore, presidio fondamentale di supporto e accompagnamento, ed è stato incrementato nella legge di bilancio per il 2026 il Fondo per l’assistenza ai bambini malati oncologici di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

La soddisfazione delle associazioni: «Recepite le nostre osservazioni»

Il decreto è stato accolto «con grande soddisfazione» dalla Favo, la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, che lo ha definito «un passaggio atteso e fondamentale». La segretaria generale, Elisabetta Iannelli, ha inoltre sottolineato il particolare apprezzamento per il fatto che il ministero «abbia recepito le osservazioni presentate da Favo», includendo nella platea di riferimento del decreto non solo i guariti, ma anche coloro che, pur senza evidenza attuale di malattia, sono ancora sottoposti a trattamenti adiuvanti o a follow‑up, condizione che non consente di ritenere malate le persone ma non permette ancora di essere dichiarati guariti. «È un chiarimento decisivo, da noi fortemente richiesto, che evita discriminazioni e tutela una fascia di lavoratrici e lavoratori oncologici che vivono una condizione di fragilità spesso invisibile», ha sottolineato Iannelli, ricordando anche la misura già adottata per garantire il diritto all’oblio oncologico anche di fronte alle assicurazioni e quella in lavorazione per il settore bancario.

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di Natalia Delfino - 20 Gennaio 2026