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Piantedosi: “Non c’è un’emergenza sicurezza. Chi fa allarmismo non ha credibilità”. Nel 2025 calati omicidi e femminicidi

I dati del Viminale:

Piantedosi: “Non c’è un’emergenza sicurezza. Chi fa allarmismo non ha credibilità”. Nel 2025 calati omicidi e femminicidi

Il ministro dell'Interno: "Possiamo e dobbiamo fare di più e meglio, ma senza cedere all'allarmismo". "I cittadini si fidino del governo che da sempre affronta il problema e non di chi l'ha sottovalutato"

Politica - di Angelica Orlandi - 19 Gennaio 2026 alle 17:58

In Italia c’è un tema sicurezza, ma non c’è una “emergenza sicurezza”, come urla la sinistra speculando sui gravi casi casi cronaca di queste settimane. Tiene a precisarlo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Siamo messi meglio rispetto ai nostri partner europei. E siamo messi meglio rispetto a dieci anni fa come numero di reati: in particolare per quel che riguarda quelli più gravi come gli omicidi. Possiamo e dobbiamo fare di più e meglio ma senza cedere all’allarmismo”. Mentre il nuovo pacchetto sicurezza sarà presto sul tavolo del Consiglio dei ministri e il governo sta limando le misure più urgenti,  per le opposizioni ogni misura al vaglio è sbagliata, insufficiente. Ma la via della drammatizzazione è certo inutile e controproducente.

Piantedosi: “Non c’è un’emergenza sicurezza”

Più utile inquadrare il tema sicurezza nella giusta e reale cornice: ossia i numeri forniti dal Ministero dell’Interno: dai quali merge che nel corso del 2025 gli omicidi (tutti i casi di assassinio volontario indipendentemente dal genere della vittima) sono calati complessivamente del 15%: passando dai 335 del 2024 ai 286 dell’anno appena concluso, il numero più basso dell’ultimo decennio.

“Fare di più e meglio ma senza allarmismi”

I dati del Viminale indicano che la flessione riguarda in particolare i femminicidi: che sono  diminuiti del 18% nel 2025 rispetto al 2024. Il drammatico elenco delle vittime segnala che sono state 97 le donne assassinate lo scorso anno rispetto alle 118 del 2024; alle 120 nel 2023 e alle 130 del 2022. Tra le 97 vittime del 2025 si segnala che 85 sono state uccise per mano di un soggetto riconducibile all’ambito familiare-affettivo: una casistica che segna un -16% rispetto al 2024.

“I cittadini si fidino dell’azione del governo”

Il tema è complesso e non va lasciato alle speculazioni delle opposizioni, ha messo in chiaro il ministro Piantedosi in un’intervista  all’Adnkronos dopo i casi degli omicidi di Bologna e Milano e la grave aggressione a Termini. “Il tema sicurezza è molto complesso – ha spiegato – Non posso non far notare che tutti i parametri concreti, che sono frutto dell’azione del governo, ci dovrebbero portare a dichiararci soddisfatti per la strada intrapresa e che continueremo a percorrere”.

Le iniziative in campo

I cittadini si devono fidare del governo. “Mi riferisco all’aumento degli organici delle forze di polizia- indica il ministro-  alla loro migliore distribuzione sul territorio; alle varie iniziative normative, organizzative ed operative che hanno consentito condizioni di sicurezza maggiori in alcuni ambiti molto importanti: come i presidi ospedalieri, le cosiddette zone rosse, le aree coperte da operazioni ad alto impatto”.

“A volte anche un singolo episodio drammatico fa riemergere l’aspirazione del tutto legittima da parte della cittadinanza a un innalzamento dell’attenzione sul tema della sicurezza”. Ma -ripete- i cittadini non devono dubitare: “Devono fidarsi di un governo che, da sempre, ha dedicato al tema la massima attenzione con convinzione e concretezza”. Di contro non devono farsi travolgere di chi ha tutto l’interesse a cavalcare l’onda emergenziale. Anche perché la storia politica racconta un’altra storia.

Sicurezza, Piantedosi: “Chi ci incalza sul tema non ha credibilità”. Ecco perché

Il ministro Piantedosi non può non far notare che  “le stesse persone, i gruppi politici che oggi pensano di poterci incalzare su questo tema, quando erano al governo hanno sottovalutato” il tema sicurezza:  “o addirittura ignorato le questioni relative agli organici delle forze di polizia, le coperture del turn over. Considerando la sicurezza un mero costo, con una visione miope delle politiche di sicurezza”. Ancora: “Quando erano al governo loro, hanno consentito l’arrivo di un numero molto superiore di migranti irregolari, facendo meno rimpatri”. Insomma, chi attacca oggi il governo non ha i titoli per farlo. “Per criticare bisognerebbe avere un po’ di credibilità e coerenza”.

Perché le critiche delle opposizioni sono inaccettabili

La coerenza è infatti la grande assente dalle dichiarazioni della sinistra: da un lato ha spesso accusato il governo “di essere quasi sostenitori del ripristino di leggi autoritarie, liberticide e oppressive della libertà dei cittadini”. Poi, con una credibilità vicina allo zero “pensa di poterci criticare perché non faremmo abbastanza per la sicurezza dei cittadini”. Altra contorsione inaccettabile sono le critiche di chi si lamenta dei reati commessi da immigrati irregolari che avrebbero dovuto essere espulsi; dopo avere lungamente sostenuto posizioni di netta opposizione al sistema delle espulsioni, ai Cpr e a qualsiasi iniziativa di protezione dei confini”. Bisogna essere seri, prima di tutto , se si ha a cuore il tema sicurezza.

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di Angelica Orlandi - 19 Gennaio 2026