Aeroporti come trincee
Perché il virus Nipah fa così paura? Come riconoscere i primi sintomi del nuovo morbo che arriva dall’Oriente
Si chiama virus Nipah ed è divenuto virale nelle ricerche su google ancora prima negli ambienti ospedalieri occidentali. A giudicare dalle immagini che arrivano dagli aeroporti asiatici (da Bangkok a Kuala Lumpur) la nuova minaccia viene presa molto sul serio dalle autorità locali.
Nelle ultime settimane, gli aeroporti delle principali capitali orientali hanno innalzato i livelli di allerta al massimo grado. La causa è la conferma, da parte delle autorità indiane, di due casi del letale virus Nipah (NiV) nello stato del Bengala Occidentale. Al momento, non spaventa tanto la conta dei pazienti contagiati, che non sono in un numero significativo, ma le caratteristiche stesse del virus, in particolare il tasso di mortalità elevatissimo: secondo l’Oms arriva fino al 75%.
Un virus già noto da alcuni anni, ma che ha spinto paesi come Thailandia, Nepal e Vietnam a implementare controlli rigorosi su tutti i passeggeri in arrivo.
La situazione in India: Contenimento o Rischio Latente?
Il Ministero della Salute indiano, attraverso i suoi canali ufficiali come il Ministero della Salute e del Benessere Familiare (MoHFW), ha confermato che i due casi rilevati nel Bengala Occidentale risalgono al mese di dicembre. Nonostante la preoccupazione internazionale, il governo di Nuova Delhi ha rassicurato l’opinione pubblica parlando di un “contenimento tempestivo”.
Secondo i dati ufficiali, circa 200 persone entrate in contatto stretto con gli infetti sono state sottoposte a test e monitoraggio, senza che siano stati rilevati ulteriori focolai. Tuttavia, il silenzio sui dettagli clinici dei pazienti e la velocità con cui i paesi limitrofi hanno blindato i confini suggeriscono una cautela senza precedenti. L’India ha infatti definito “speculative ed errate” le voci di un aumento incontrollato dei casi, ribadendo che la situazione è sotto costante monitoraggio.
Identikit del Killer: perché il Nipah fa così paura?
Il virus Nipah non è un ospite nuovo per la medicina, ma resta uno dei più temuti. Identificato per la prima volta nel 1998 in Malesia tra gli allevatori di maiali, il virus è una zoonosi, ovvero si trasmette dagli animali agli esseri umani. I serbatoi naturali del virus sono i pipistrelli frugivori (le cosiddette volpi volanti).
Il pericolo principale risiede in tre fattori critici
L’alta mortalità: il tasso di letalità oscilla tra il 40% e il 75%. Per fare un paragone, quello del Covid-19 nelle fasi iniziali era stimato intorno al 2-3%.
L’assenza di cure: attualmente, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non esiste né un vaccino né una terapia antivirale specifica. Il trattamento è puramente sintomatico e di supporto.
Il quadro clinico grave: Dopo un’incubazione che varia dai 4 ai 14 giorni, il virus si manifesta con febbre, vomito e problemi respiratori che possono degenerare rapidamente in polmonite. Nei casi peggiori, il Nipah attacca il sistema nervoso centrale, causando encefalite (gonfiore cerebrale), convulsioni e coma.
Quali sono i sintomi del virus Nipah
Quali sono sintomi del virus Nipah? Eccoli in tre categorie, così come riporta la Bbc. Primi sintomi riguardano: febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, mal di gola, vomito, simili all’influenza.
Sintomi respiratori: alcune persone possono avere difficoltà respiratorie o polmonite acuta.
Sintomi neurologici: sonnolenza, vertigini, confusione, encefalite acuta, crisi epilettiche, perdita di conoscenza, progressione verso coma.
Sintomi respiratori: alcune persone possono avere difficoltà respiratorie o polmonite acuta.
Sintomi neurologici: sonnolenza, vertigini, confusione, encefalite acuta, crisi epilettiche, perdita di conoscenza, progressione verso coma.
