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Per una cultura dinamica, Giuli stanzia quasi 90 milioni per ottimizzare l’energia nei poli attrattivi italiani

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Per una cultura dinamica, Giuli stanzia quasi 90 milioni per ottimizzare l’energia nei poli attrattivi italiani

Politica - di Gabriele Caramelli - 15 Gennaio 2026 alle 15:49

Il ministero della Cultura, presieduto da Alessandro Giuli, ha stanziato 89,8 milioni di euro per 24 interventi di ottimizzazione energetica nei luoghi pubblici della cultura. I fondi saranno spartiti tra biblioteche, archivi e complessi monumentali, a titolarità statale e della Regione Sicilia, nell’ambito del Programma Nazionale Cultura 2021-2027, Azione 2.1.1. Il provvedimento, che supporta la transizione energetica di edifici culturali situati in Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, fa molta attenzione alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO₂.

Tra i finanziamenti di maggiore rilievo del dicastero rientrano quelli destinati al Parco Archeologico di Pompei e al Real Sito di Carditello: entrambi sono il simbolo del patrimonio culturale nazionale. A Pompei, invece, gli interventi riguarderanno le strutture e gli impianti di uno dei più importanti siti archeologici globali, potenziando la sostenibilità energetica e le clausole di conservazione. Al Real Sito di Carditello, nel Comune di San Tammaro, il finanziamento consentirà la realizzazione di interventi strutturali e impiantistici per l’efficientamento energetico della Delizia Reale, rafforzandone il percorso di rilancio e valorizzazione.

Il ministero della Cultura stanzia quasi 90 milioni per ottimizzare l’energia nei siti culturali italiani

Inoltre, il decreto del Ministero della Cultura contiene risorse importanti per la Cittadella della Cultura di Bari, un luogo strategico per la fruizione culturale regionale, per l’Archivio di Stato di Lecce e per quello di Cagliari. In questi frangenti, gli interventi puntano a diminuire i consumi energetici delle strutture, affinando la gestione degli impianti e garantendo le condizioni ambientali più solide e sicure per proteggere il patrimonio documentario. Si tratta di azioni che vanno a beneficio sia degli studiosi che del pubblico.

A cosa serviranno i fondi?

In totale, gli interventi finanziati comprendono opere di isolamento degli edifici, cambio degli infissi, montaggio di pompe di calore, sistemi di illuminazione led e soluzioni digitali per un controllo intelligente dell’energia. L’investimento garantrà una riduzione media delle emissioni superiore al 63%, pari a un calo totale di oltre 2.900 tonnellate di CO₂ equivalente all’anno. In questo modo incrementerà il comfort per visitatori e operatori, con un ulteriore aumento della tutela delle opere e dei documenti conservati. Infine, il decreto ministeriale si innesta nella strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e applicata al patrimonio culturale pubblico, confermando l’impegno a conciliare protezione, modernizzazione e responsabilità ambientale nei grandi poli archeologici, nei siti monumentali e negli archivi statali.

 

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di Gabriele Caramelli - 15 Gennaio 2026