L'intervista
Osho: “A Pisa un trionfo per Venezi, non ho visto spillette. Finché non ti schieri sei bravo, poi diventi mediocre, è successo anche a me”
Un’accoglienza trionfale quella al Teatro Verdi di Pisa per Beatrice Venezi che ha diretto la “Carmen” di Georges Bizet. Sold out. Dieci minuti di ovazioni per la direttrice d’orchestra, “massacrata” dalla sinistra, al suo primo test in Italia dopo oltre due mesi di tournée in Sudamerica, culminata nei concerti al Teatro Colón di Buenos Aires. Dal loggione al termine dell’esibizione sono piovuti fiori e ripetuti “brava, brava”. Tra i ‘supporter’ della direttrice musicale della Fenice di Venezia c’era anche Federico Palmaroli, in arte Osho, che suggella l’incontro con un selfie con la sorridente Beatrice.
Che aria tirava? Perfino Repubblica, non certo indulgente con Beatrice Venezi, ha titolato “Conquista Pisa” ed è costretta a registrare un “fiume di applausi”. Un successo pieno?
Sì, ero lì. Applausi scroscianti e nessuna spilletta, neppure l’ombra di contestazioni. Non sono un esperto di musica, ma conosco la storia personale di Beatrice, quanto si è sacrificata per la musica fin da piccola, conosco il suo impegno da grande professionista. La verità si può dire?
Certo, si deve dire
Ricordo perfettamente i giudizi entusiasti di tutti, sinistra in cima, prima che si esponesse esprimendo le sue simpatie politiche. È successo anche a me. Sei un fenomeno finché è non ti esponi. Se ti schieri dalla parte sbagliata diventi una pippa o non sei più meritevole. Mi ricordo perfettamente le parole che utilizzavano, venivano giudicata molto talentuosa, un personaggio su cui puntare. Poi lo switch.
Ora ha perso le sue antiche capacità. Colpa delle sue parole sulla premier Meloni? È successo anche a lei?
Sì l’ho vissuto anche io. Se sei di destra non fai più ridere, non hai più valore, talento. Questa politicizzazione su tutto mi avvilisce. Alla Fenice è successo qualcosa che non sta né in cielo né in terra. Per non dire delle ripercussioni all’estero. È davvero brutto vedere queste polemiche, assistere a beghe interne, interessi politici.
Sindacati, tanto per non fare nomi?
Io penso che l’arte è arte e dovrebbe essere lasciata fuori dalla politica
Alcuni commenti sotto il selfie ironizzano sul suo sguardo languido. Rapito dalla innegabile bellezza della direttrice d’orchestra?
Più che sognante, il mio sguardo era stanco (ride)