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Blitz lampo e cattura di Maduro: Trump pubblica foto di quando ha seguito l’operazione in Venezuela

Raid di precisione

Operazione “Determinazione Assoluta”: ecco i 46 secondi del blitz lampo della Delta Force nella roccaforte di Maduro. Cattura e caduta di un regime

Missione tutt'altro che impossibile: le forze speciali Usa con un'azione mirata e veloce hanno espugnato la "residenza-fortezza" del dittatore venezuelano e sorpreso lui e sua moglie in camera da letto

Esteri - di Bianca Conte - 4 Gennaio 2026 alle 10:24

Operazione “Determinazione Assoluta”: e in soli quarantasei secondi, il destino del Venezuela è cambiato radicalmente. Con un raid lampo coordinato direttamente da Mar-a-Lago, gli Stati Uniti hanno posto fine all’era di Nicolás Maduro, catturando il leader chavista nella sua “residenza-fortezza” a Caracas. Il blitz, come ha rivendicato orgogliosamente Donald Trump, rappresenta la più imponente dimostrazione di potenza militare americana dalla Seconda guerra mondiale a oggi.

«Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, è stato catturato e portato fuori dal Paese», ha annunciato Trump ieri mattina presto, confermando dai social l’attacco «su larga scala». Soltanto diverse ore dopo, in conferenza stampa, ha spiegato i dettagli dell’operazione. Quindi, ha condiviso la prima foto del prigioniero eccellente, con la didascalia «Maduro a bordo della Uss Iwo Jima»: in tuta grigia, con una benda sugli occhi e una grande cuffia sulle orecchie, a bordo della nave d’assalto anfibia, per poi essere trasferito a New York, dove è arrivato in serata e dove sarà processato.

La cattura di Maduro: il blitz nel cuore della notte

I 150 velivoli militari sono decollati da 20 basi diverse. «Siamo arrivati alla residenza di Maduro alle 2 del mattino. Maduro e sua moglie si sono arresi. E sono stati arrestati», ha riferito Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti. Precisando che la pianificazione e l’esecuzione della missione si sono basate su «decenni di esperienza militare statunitense nella lotta al terrorismo» in Medio Oriente. Nel Sudest asiatico. E in Africa.

La cronaca di un raid di precisione “lampo”

L’attacco è scattato alle ore 2.00 di sabato. Mentre una pioggia di missili e razzi colpiva obiettivi strategici e installazioni militari in tutta la capitale e nelle province limitrofe per neutralizzare le difese, le forze speciali sono entrate in azione. Un elicottero d’élite ha raggiunto l’abitazione di Maduro. E il “presidente-padrone” e sua moglie, Cilia Flores, si sono arresi quasi immediatamente di fronte alla schiacciante superiorità dei reparti scelti americani.

L’operazione ha coinvolto una flotta imponente di 150 velivoli decollati da venti basi differenti. Nonostante il governo venezuelano parli di vittime civili e alcune fonti giornalistiche riportino circa quaranta decessi tra militari e cittadini, il Pentagono ha confermato che solo un mezzo statunitense è stato colpito durante l’incursione.

Dal Venezuela a New York: la resa dei conti

Poche ore dopo la cattura, la conferma ufficiale è arrivata tramite i canali social di Trump, che ha diffuso l’immagine del prigioniero a bordo della Uss Iwo Jima: Maduro è apparso bendato, con cuffie isolanti e una tuta grigia, in attesa del trasferimento verso New York. È qui che dovrà rispondere di gravissimi capi d’accusa che vanno dal narcoterrorismo alla cospirazione contro gli Stati Uniti, fino al possesso di armi da guerra.

Il futuro energetico e la transizione

Oltre all’aspetto militare, il blitz apre una partita geopolitica ed economica enorme. Trump non ha fatto mistero delle mire americane sulle immense riserve greggio di Caracas, annunciando che le aziende Usa prenderanno il controllo delle infrastrutture petrolifere per «generare ricchezza» e stabilizzare il Paese.

Intanto Delcy Rodríguez ha giurato come presidente ad interim sotto l’egida di Washington

Mentre la comunità internazionale si spacca – con la dura condanna di Russia, Iran e dei leader della sinistra latinoamericana come Lula. Contrapposta all’entusiasmo di Javier Milei — il Venezuela si prepara a una transizione tutta da disegnare e definire. Al momento, il potere formale è passato nelle mani della vice di Maduro, Delcy Rodríguez, che ha giurato come presidente ad interim sotto l’egida di Washington. E in attesa che figure dell’opposizione come Maria Corina Machado possano giocare un ruolo nel nuovo assetto democratico.

Nelle scorse ore, allora, la leader dell’opposizione ha diffuso un messaggio in cui dichiara che «è arrivato il momento della libertà». Invitando i venezuelani a rimanere «vigili, attivi e organizzati» per procedere verso una transizione democratica.

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di Bianca Conte - 4 Gennaio 2026