Emergono nuovi elementi
Omicidio di La Spezia, Atif era stato monitorato dalla Digos: «A rischio di radicalizzazione religiosa»
Lo studente marocchino accusato dell'omicidio del giovane egiziano aveva fatto un compito in classe sul tema del femminicidio, in cui aveva espresso idee ritenute preoccupanti dagli insegnanti. Il Pm ha chiesto l'elaborato
Stanno emergendo nuovi dettagli sul radicalismo religioso dello studente marocchino 19enne Zouhair Atif: il ragazzo accusato di aver ucciso con una coltellata il compagno di scuola Abanoub Youssef , studente egiziano cristiano copto a La Spezia. L’elemento religioso derubricato nei racconti di questi giorni entra nella vicenda a pieno titolo. C’è stato un tempo nel 2024 in cui Zouhair Atif era stato monitorato dai poliziotti della Digos, perché ritenuto “a rischio di radicalizzazione religiosa”. Lo riporta “Il Secolo XIX”, precisando che gli accertamenti non portarono a nulla: “Quel rischio, in realtà, non c’era”, osserva una qualificata fonte investigativa. L’attività d’intelligence era scattata dopo che una docente della scuola aveva segnalato che l’alunno aveva parlato “di Islam in maniera piuttosto estrema”.
Atif, quel tema sul femminicidio preoccupò la scuola
Lo studente aveva fatto poi un compito in classe sul tema del femminicidio, in cui aveva espresso idee ritenute preoccupanti. Il tema del ragazzo, allora minorenne, generò tanti interrogativi da convincere la scuola a sottoporre l’elaborato alla Digos. Dagli accertamenti, però, non emerse nulla che potesse far pensare a dei rischi concreti. Da ciò che emerge finora nell’inchiesta, il gesto omicida con una coltellata letale sarebbe stato compiuto per “gelosia”: perché Youssef – lo studente ucciso- e la fidanzata di Atif si erano scambiati alcune foto dei tempi delle scuole medie.
L’avvocato difensore: Atif in carcere ha chiesto di poter leggere il Corano
“Di questi accertamenti della Digos non so nulla”, spiega l’avvocato difensore, Cesare Baldini. “So soltanto che Atif in carcere ha chiesto di poter leggere il Corano. Mi preme, però, ricordare che è un ragazzo che ha manifestato più volte intenti suicidi e ha vissuto per anni lontano dai genitori: loro erano in Italia, lui in Marocco con gli zii. Il contesto sociale è sicuramente complesso. Ho chiesto alla Procura di valutare la possibilità di una perizia psichiatrica“.
Il pm ha fatto sequestrare il compito in classe sul femminicidio
Anche se si tratta di una vicenda di anni fa, il pm Giacomo Gustavino ha fatto sequestrare il compito in classe sul femminicidio. Ed è stata ascoltata anche la professoressa che in passato si era preoccupata, sentendo Atif discutere di religione in classe.