E la sinistra mastica amaro...
Olimpiadi Cortina, Abodi minimizza il rischio di comizi pro-Pal: “Ghali è ben accetto, ma non esprimerà il suo pensiero”
La presenza di Ghali all’apertura delle olimpiadi di Milano-Cortina ha scatenato forti polemiche, anche se il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi è stato piuttosto equilibrato. «Le caratteristiche della cerimonia di apertura sono baricentriche sul rispetto dello sport. Questo azzera i rischi di libera interpretazione – ha spiegato il titolare del dicastero -. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico». Il cantante e rapper italiano si era già esibito a Sanremo nel 2024, lanciando l’appello “Stop al genocidio”.
Come ha spiegato Abodi, «non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato, ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco». Insomma, dal ministro un appello alla pluralità che evidentemente non è piaciuto al Movimento 5 stelle, visto che gli esponenti in Commissione cultura l’hanno attaccato duramente e senza prove concrete: «Sta rivendicando una censura preventiva».
Olimpiadi Milano Cortina, la sinistra attacca Abodi anche se Ghali ci sarà
Meno clemente con Ghali è stata la Lega: «È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico pro-Pal». Nel 2021, Ghali si era messo a urlare contro Matteo Salvini durante una partita del Milan, visto che entrambi si trovavano nello stesso settore. In quell’occasione, il cantante è stato trattenuto da più di una persona, mentre il leader del Carroccio ha continuato a tifare con la maglietta dei rossoneri addosso.
Quanto alla vicenda delle Olimpiadi, Irene Manzi è tornata sulle parole del Carroccio, difendendo a spada tratta il cantante: «Gli attacchi sono del tutto inaccettabili: da una parte il ministro Abodi, che vorrebbe una censura preventiva, dall’altra la Lega, che lo attacca con insulti inqualificabili». La presidente della Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, è tornata a sua volta sulla presenza di Ghali, nella speranza che «abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee guida sul ruolo che deve svolgere, quindi capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento».