Panico diffuso
Nuovo deragliamento dopo la strage di Córdoba: la rete catalana è nel caos. Cosa sta succedendo in Spagna?
Le prime ipotesi indicano il cedimento improvviso di un terrapieno e di un muro di contenimento al passaggio del treno, verosimilmente legato alle piogge intense che da giorni interessano la regione
A soli due giorni dalla strage di Adamuz, un nuovo grave incidente ferroviario colpisce la Spagna. Martedì sera, sulla linea R4 dei Rodalies, tra Gelida e Sant Sadurní d’Anoia, alle porte di Barcellona, un treno passeggeri è deragliato. Il bilancio è di una vittima, il macchinista del convoglio, e di oltre trenta persone ferite, alcune in condizioni gravi.
Altro incidente ferroviario: le prime ipotesi
Le prime ipotesi indicano il cedimento improvviso di un terrapieno e di un muro di contenimento al passaggio del treno, verosimilmente legato alle piogge intense che da giorni interessano la regione. A confermarlo è stata Sílvia Paneque, assessora al Territorio e portavoce del Governo della Generalitat. L’impatto ha coinvolto il primo vagone, provocando il deragliamento del convoglio. Sul posto sono intervenute undici squadre dei Vigili del Fuoco con circa settanta operatori e una quindicina di ambulanze. I soccorritori hanno estratto almeno una persona rimasta intrappolata tra le lamiere.
Lo stop dei treni
A seguito dell’incidente, l’Amministratore delle Infrastrutture Ferroviarie (Adif) ha disposto nella notte la sospensione dell’intero servizio dei Rodalies su tutta la rete catalana. La misura riguarda circa 400.000 utenti quotidiani. La Generalitat ha chiarito che il servizio non sarà riattivato “finché non avrà la certezza che tutta l’infrastruttura sia in condizioni ottimali”.
“C’è un principio superiore: la sicurezza”, ha dichiarato Paneque a Catalunya Ràdio, aggiungendo che la cancellazione del traffico ferroviario proseguirà “finché non saranno disponibili i rapporti che attestino che l’intera rete è sicura”. È prevista una riunione del comitato di sicurezza alle 9:30 del mattino. “La Generalitat non darà l’ordine di riprendere il servizio finché non avrà la certezza che tutta l’infrastruttura sia in condizioni ottimali”, ha ribadito l’assessora.
Caos tra i passeggeri
La sospensione ha generato incertezza e disorientamento tra i passeggeri. Alla stazione di Sants, a Barcellona, centinaia di persone hanno appreso solo all’arrivo che i treni non circolavano. “Non ci sono treni. Non lo sappiamo. Tra quattro ore, tra due giorni. Finché non ci autorizzano”, ha spiegato una dipendente di Rodalies-Renfe, senza poter fornire previsioni sulla ripresa del servizio.
Un secondo deragliamento senza feriti
Nelle stesse ore, un secondo episodio si è verificato sulla linea R1, tra Blanes e Maçanet, dove un treno è deragliato a causa della caduta di rocce sui binari, anch’essa collegata al maltempo. In questo caso non si registrano feriti, ma il servizio è stato sospeso fino al completamento delle verifiche tecniche e della pulizia della linea.
Sicurezza in crisi
La crisi del sistema ferroviario si inserisce in un contesto nazionale già segnato dalla tragedia di Adamuz, in provincia di Córdoba. Qui proseguono per il terzo giorno consecutivo le operazioni di soccorso e identificazione delle vittime dello scontro tra un treno Alvia e un convoglio Iryo avvenuto domenica sera. Il bilancio provvisorio è di almeno 42 morti. Il Servizio di Criminalistica della Guardia Civil ha identificato 25 vittime tramite le impronte digitali.
La chiamata del macchinista
Dalla trascrizione della chiamata effettuata dal macchinista del treno Iryo al centro di controllo di Atocha emerge che alle 19:45 l’uomo aveva segnalato di aver subito “uno strappo” e di essere deragliato, senza rendersi conto inizialmente del coinvolgimento di un altro treno, urtato negli ultimi vagoni.
Il lutto e le identificazioni
La provincia di Huelva è tra le più colpite dal disastro di Adamuz. Con il procedere delle autopsie, continuano ad arrivare conferme di decessi di residenti che viaggiavano sull’Alvia diretto verso la capitale onubense. Il numero delle vittime identificate cresce di ora in ora, mentre le famiglie attendono notizie nei giorni di lutto nazionale.