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Torino, 19enne morto in bici, lo sciacallo che lo ha derubato mentre era morente prova a giustificarsi

Il giovane morto in bici

“Non pensavo stesse morendo”: lo sciacallo che ha derubato il 19enne agonizzante prova a giustificarsi. Ma può bastare?

Cronaca - di Greta Paolucci - 30 Gennaio 2026 alle 16:37

Cosa dire di due giovani, immortalati dalle telecamere mentre rubano il portafoglio a Davide Borgione, morente sull’asfalto? Un gesto che lascia senza parole. Invece, i due 20enni, denunciati per furto e omissione di soccorso, raschiano il fondo del barile pur di difendersi. E tra le tante che provano a dire pur di giustificarsi, affermano: «Non pensavamo stesse morendo… altrimenti avremmo chiamato i soccorsi»… Come dire:  quando la pezza è peggio del buco, meglio non ampliare lo strappo della lacerazione. E invece…

Torino, 19enne morto in bicicletta: lo sciacallo che lo ha derubato prova a giustificarsi

Invece, come riferisce il Corriere della sera in queste ore, il 20enne torinese che, lo scorso fine settimana, ha rubato il portafoglio di Davide Borgione agonizzante sull’asfalto – con tanto di scena ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, che immortala il giovane, in compagnia di un coetaneo, arrivare a bordo di un’automobile e fermarsi proprio accanto al corpo esanime della vittima, all’incrocio tra Via Nizza e Corso Marconi – parla e si difende. Come può quanto meno…

Le immagini delle telecamere non trasudano la minima pietà

Sì, perché in questa storia a epilogo tragico, che vede la morte di un giovane in diretta per almeno tre soggetti – sulle immagini delle telecamere si vede un’auto che urta Davide Borgione leggermente e poi prosegue senza fermarsi. E poco dopo due giovani che, anziché aiutare il ragazzo a terra, gli rubano il portafoglio prima di andare via – sono quattro i giovani coinvolti. E il riscontro non può che appesantire il bilancio drammatico della vicenda…

Torino, 19enne morto in bicicletta: la scena del furto su una vittima inerte…

Una vicenda, che, come noto, vede Borgione privo di sensi sull’asfalto bagnato di una sera piovosa, caduto poco prima battendo la testa sull’asfalto. Eppure, nonostante la gravità della situazione che appare chiara a prima vista, i due giovani che si fermano non chiamano i soccorsi. Ma iniziano a rovistare nelle tasche del piumino e dei pantaloni del 19enne, per poi allontanarsi poi con il portafoglio di Borgione.

I due sciacalli denunciati per furto e omissione di soccorso

Come noto, i due sciacalli, ripresi dalle telecamere di videosorveglianza della zona, sono già stati denunciati per furto e omissione di soccorso. Difesi dagli avvocati Andrea Cagliero, Nicola Gallicchio e Paolo Galvagno, aspettano ora di essere sentiti dalla pm Delia Boschetto per cercare di chiarire la propria posizione.

Per il 19enne morto dopo un incidente in bicicletta nessun allarme, nessun soccorso. Anzi…

Eppure, in tutta questa tragica vicenda, non possiamo fare a meno di notare che c’è un’immagine che fotografa, meglio di mille saggi sociologici, l’eclissi di ogni valore civico e umano nella nostra società: un ragazzo di diciannove anni, Davide Borgione, agonizzante sull’asfalto di una Torino notturna e piovosa. E due coetanei che si chinano su di lui. Non per sentire il battito del cuore. E neppure per comporre il numero delle emergenze. Ma per rovistare nelle sue tasche. Per rubargli il portafoglio proprio mentre la vita gli scivola via tra le dita.

Un orrore senza fine, un cinismo che non ventila la minima pietà

«Non pensavamo stesse morendo», hanno avuto il coraggio di dichiarare i due ventenni denunciati per furto e omissione di soccorso. Una giustificazione che, se possibile, è ancora più agghiacciante del crimine stesso. È il manifesto del nichilismo più becero: l’idea che, se anche un ragazzo fosse “solo” svenuto, derubarlo sia un’opzione accettabile, una goliardata da “sciacalli del weekend”. La morte di Davide, figlio di una Torino sana, tifoso del Toro e ragazzo pieno di entusiasmo, non è stata solo una tragica fatalità stradale, ma il palcoscenico di un’immoralità senza precedenti.

Il fallimento di una generazione “senz’anima”

Mentre una famiglia piange un figlio che non tornerà più, ci troviamo a fare i conti con una generazione – o almeno una parte di essa, giusto per essere un minimo ottimisti – cresciuta nel vuoto pneumatico della coscienza. Le telecamere di Via Nizza non hanno ripreso solo un reato. Hanno registrato e rimandato via frame il fallimento educativo di un sistema che mette l’oggetto: il “soldo facile”, al di sopra della pietas e della dignità umana.

Il grido d’allarme, e il dolore, del papà di Davide: «Come si può derubare un ragazzo in fin di vita?»

Come si può avere vent’anni e non sentire un minimo sussulto di umanità, un rigurgito di commozione, davanti a un corpo inerte? Non sorprenda, allora, che il padre di Davide lo abbia chiesto con un dolore composto che grida giustizia: «Come si può derubare un ragazzo in fin di vita?». E la risposta, cari tutti, non sta nei codici penali. E neppure in una sentenza, semmai dovesse arrivare nei termini che ci si aspetterebbe. Ma in quel deserto di valori che la sinistra e il progressismo dei “diritti senza doveri” hanno contribuito a creare. Certo, ora ci aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso. Ma, al tempo stesso, anche che resti il marchio dell’infamia per chi ha preferito un portafoglio e pochi spicci alla salvezza di un giovane, un  coetaneo in cui rispecchiarsi, morente…

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di Greta Paolucci - 30 Gennaio 2026