CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Non mi sono accorto di averla uccisa: Valdez Velazco confessa l’omicidio di Aurora Livoli

Dopo 3 ore di interrogatorio

Non mi sono accorto di averla uccisa: Valdez Velazco confessa l’omicidio di Aurora Livoli

Il 57enne avrebbe stretto le sue mani al collo della vittima fino a strangolarla. Avrebbe appreso delle morte il giorno dopo dalle notizie stampa. Dichiarazioni al vaglio degli inquirenti

Cronaca - di Redazione - 8 Gennaio 2026 alle 19:44

“L’ho strangolata…non mi sono accorto di averla uccisa”. Emilio Gabriel Valdez Velazco, il peruviano di 57 anni, ha confessato di aver abusato sessualmente e ucciso Aurora Livoli, la 19enne di Latina trovata morta lo scorso 29 dicembre in un cortile condominiale di via Paruta a Milano. Il suo avvocato, Massimiliano Migliara, ha detto al termine dell’interrogatorio, del pm Antonio Pansa, durato oltre tre ore, nel carcere di San Vittore ha detto che ”In un quadro meramente indiziario c’è stata un’ammissione del mio assistito dei reati, sia dell’omicidio sia del rapporto sessuale. Il procedimento era meramente indiziario, ne abbiamo avuto conferma nel momento dell’interrogatorio, quindi questa tecnicamente questa è una confessione di cui si dovrà tener conto”, ha aggiunto il difensore.

Il legale: ricordi non lucidissimi

Come riferito dall’avvocato difensore, il 57 enne ha ammesso oltre all’omicidio “anche l’atto sessuale e alcuni elementi di minacce”. Dichiarazioni che ”possono essere ritenute anche poco strategiche, ma per questo ritengo che debbano essere valorizzate”. I ricordi di Valezco ”non erano lucidissimi”, quindi ricostruire la serata del 28 dicembre, quando ha prima tentato di rapinare una connazionale nella stazione di Cimiano e poi abusato e ucciso Aurora Livoli ”è stato aiutato dal quadro fotografico”. Immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, che secondo il legale dimostrano anche il ”problema di percezione della realtà” del 57enne. ”Tra gli elementi assolutamente incongrui che mi fanno ribadire che c’è una rottura da parte dell’indagato con il senso della realtà c’è la fotografia in cui lui è all’interno della metropolitana di Cimiano in cui aveva commesso una tentata rapina, davanti ”a tutti i passeggeri abbraccia Aurora e s’inginocchia”.

Seguito da Aurora in una zona isolata con la scusa di una sigaretta

L’uomo che ha reso una “confessione piena” ha raccontato ai pm Letizia Mannella e Antonio Pansa che la giovane sconosciuta le ha avrebbe chiesto una sigaretta e con questa scusa sarebbe riuscito a farsi seguire nell’area più isolata. Una volta compiuta la violenza, il 57enne avrebbe stretto le sue mani al collo della vittima fino a strangolarla.

Al vaglio richiesta dui omicidio aggravato o femminicidio

Le sue parole sono ora al vaglio degli inquirenti: la Procura, che dovrà chiedere il carcere anche per questo episodio, sta valutando se chiedere nella misura cautelare (che sarà valutata da un giudice) l’omicidio aggravato e la violenza sessuale oppure il nuovo reato di femminicidio, il primo per Milano dopo l’entrata in vigore lo scorso dicembre della legge che punisce con l’ergastolo quando l’omicidio di una donna è motivato da discriminazione, odio o per reprimere la sua libertà e personalità in quanto donna.

Legale: corto circuito. Non si è accorta che fosse morta

”È stata una reazione a corto circuito in cui non voleva e non si è accorto neanche a posteriori” di aver ucciso Aurora Livoli. Lo ha detto l’avvocato Massimiliano Migliara. Prima la tentata rapina ai danni di una giovane connazionale alla fermata della metropolitana di Cimiano, poi quasi ”senza soluzione di pausa” l’incontro fuori dalla stazione con Aurora. ”Lui ha dichiarato che si sono incontrati, che la ragazza voleva un aiuto per comprare le sigarette”, ha riferito il legale. Nel condominio di via Paruta ”ha spiegato che sono entrati insieme, non c’è stata costruzione e che la ragazza è entrata spontaneamente”. Dopo averla uccisa ”non si è neanche accorto – a suo dire – di avere operato un omicidio, uno strangolamento, se n’è accorto il giorno dopo” dalle notizie di stampa. ”È addirittura emerso – ha aggiunto il legale – che lui stesso che riteneva che la ragazza non fosse deceduta: rientrato all’interno del condominio per prendere il cellulare che aveva dimenticato, è rimasto quasi a vegliare la ragazza ritenendola assopita, ma di fatto ha vegliato un cadavere, che ha coperto con un giubbotto”. Quanto alla violenza sessuale, il difensore di Valdez Velazco ha preferito non entrare in particolari ”per rispetto del dolore della famiglia”, precisando solo ”una circostanza molto importante: il mio assistito ha subito una resezione prostatica, quindi non è in grado di avere rapporti sessuali completi”.

Figlia della compagna di Valdez Velazsco: non tornerà mai in questa casa

Io e mia madre non ci siamo mai accorte di nulla, non sapevamo fosse ritenuto pericoloso, non rientrerà più in questa casa”. Lo ha detto la figlia della compagna di Emilio Gabriel Valdez Velazco, intervistata dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 ”Con noi lui si è sempre comportato bene – ha raccontato la giovane -, stava con mia madre da tre a.nni circa e da due convivevano, era tranquillo, le portava la spesa, la accompagnava al lavoro. Noi non conoscevamo i suoi precedenti, almeno non io, neanche quelli per violenza sessuale. Con noi non ha mai dato segnali di violenza. Quando è stato arrestato era con mia madre, stavano andando a prendere l’autobus, lo hanno preso lì’‘. ”Non tornerà mai in questa casa” ha concluso la ragazza.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Redazione - 8 Gennaio 2026