Dall'Air Force One
Nel mirino di Trump anche Colombia, Messico e Iran. “Cuba cadrà da sola”. Maduro in tribunale
Rivendica il controllo del Venezuela dopo la cattura di Maduro, torna a rivendicare la Groenlandia (“ne abbiamo bisogno”) e volge lo sguardo su Colombia, Messico e Cuba. Donald Trump è un fiume in piena davanti ai giornalisti sull’Air Force One. “La Colombia è governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina, ma non lo farà ancora per molto tempo. L’operazione Colombia mi sembra una buona idea”, dice il presidente Usa. Nel Paese insomma è possibile una ”missione statunitense simile” a quella venezuelana. Nel mirino di Trump torna anche il Messico per il traffico di droga e migranti. “Dobbiamo fare qualcosa, deve darsi una regolata”, dice anche se la sua presidente Claudia Sheinbaum è ”una persona fantastica, le offro ogni giorno di inviare truppe”.
Trump minaccia Colombia e Messico: faremo qualcosa
Altro discorso per Cuba. “È pronta a cadere da sola, non non penso sia necessario agire lì, sembra stia crollando. Ora non avranno più soldi in arrivo”. Sarebbe difficile per L’Avana “resistere” senza ricevere petrolio venezuelano fortemente sovvenzionato, il ragionamento di Trump. Infine l’Iranm che verrà “colpito molto duramente” dagli Stati Uniti se verranno uccisi altri manifestanti che stanno partecipando alla protesta di piazza contro il governo di Teheran e il carovita. “Stiamo monitorando la situazione molto attentamente. Se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti”.
Cuba cadrà da sola, non sarà necessario agire lì
Sul fronte venezuelano, in un’intervista telefonica a The Atlantic, Trump ha lanciato un chiaro avvertimento alla nuova leader venezuelana, Delcy Rodriguez. “Se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”. Di contro la presidente a interim ha ha chiesto un rapporto ”bilanciato e rispettoso” con gli Stati Uniti. ”Riteniamo prioritario procedere verso un rapporto equilibrato e rispettoso tra Stati Uniti e Venezuela”, ha scritto su Telegram.
Oggi Maduro in aula per il primo atto del processo
Catturato sabato nel suo bunker, il dittatore di Caracas comparirà oggi davanti a un tribunale statunitense per il primo atto del processo a suo carico negli Stati Uniti. Trasferito a New York nel carcere del Metropolitan Detention Center (Mdc), a Brooklyn, dovrebbe entrare in aula alle 12 (le 18 in Italia) dopo l’incriminazione formalizzata in 25 pagine. Maduro, sua moglie Cilia Adela Flores, suo figlio e il suo entourage sono accusati di aver gestito il Venezuela come un’impresa criminale internazionale dedita al narcotraffico.
Riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu
Nella giornata di oggi, 5 gennaio, sui terrò una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu sul Venezuela dopo l’operazione militare americana. Lo ha annunciato la presidenza somala del Consiglio, secondo cui la riunione si terrà alle 10 ora locale, le 16 in Italia. Fonti diplomatiche hanno precisato che richiesta dell’incontro è arrivata dal Venezuela e trasmessa dalla Colombia.