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La battuta choc del magistrato Antonio Tanga a “Ore 14” fa infuriare Milo Infante

Ironia macabra

Milo Infante furioso per la battuta choc del magistrato: «Il coltello? Lo uso per uccidere mia moglie». Gelo in studio (video)

A "Ore14", il programma che analizza e commenta i casi di cronaca più dibattuti del momento, la toga ospite in studio fa del sarcasmo sull'uso del coltello nel femminicidio di Anguillara. Ma il conduttore non perdona: "Qui no", non è accettabile. Dopo la Bruzzone, c'è aria di Daspo televisivo?

Cronaca - di Lorenza Mariani - 24 Gennaio 2026 alle 19:04

C’è un limite che nemmeno la presunta “superiorità” di certa magistratura può permettersi di valicare, ed è quello del buongusto e del rispetto per le vittime. Un limite che Antonio Tanga, sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Milano e ospite fisso di Ore 14, ha clamorosamente infranto durante l’ultima puntata del talk di Rai2 condotto da Milo Infante. La sua improvvida sortita – una battuta choc – durante la puntata del 23 gennaio, dedicata al femminicidio di Federica Torzullo, ha lasciato a bocca aperta i telespettatori di Raidue. E mandato su tutte le furie il conduttore che lo ha prontamente bloccato e redarguito in diretta tv.

Scontro a “Ore 14”, la toga Tanga apre un siparietto dell’orrore: Milo Infante non perdona

L’argomento che affrontano gli ospiti del programma tra commenti e riflessioni – ma non certo battute di spirito – è di quelli che tolgono il respiro: il femminicidio di Federica Torzullo, uccisa brutalmente dal marito ad Anguillara Sabazia con un coltello bilama. Un’arma micidiale, ancora non rinvenuta, che l’assassino teneva inspiegabilmente in bagno. Così, mentre Infante cercava di analizzare la dinamica, chiedendo ai presenti se fosse comune possedere un utensile simile in casa, è arrivata la “boutade” che non t’aspetti. «Io ce l’ho in casa». e alla domanda successiva del conduttore: «E per cosa lo usi?», Tanga replica con una boutade fuori luogo: «Per uccidere mia moglie», ha sentenziato. E con un sorriso che però si è spento istantaneamente di fronte alla reazione del conduttore.

Altro che goliardia nera: Tanga prova a metterci un pezza, ma con Milo Infante non funziona

Non solo. Perché quando si dice che la pezza, a volte, è peggio del buco, non ci si sbaglia. Infatti, di fronte allo sconcerto generale e al gelo calato in studio, l’ex toga ha tentato una retromarcia. Ma ancora più maldestra della sortita che voleva andare ad emendare, appellandosi a una presunta «goliardia» (macabra?). O a un «piccolo accenno di goliardia nera». Una giustificazione che ha sortito l’effetto opposto, mandando ancora di più su tutte le furie Milo Infante.

«Mi consenta, con la stima profonda e l’affetto: qui no», ha sbottato il conduttore. Visibilmente irritato per la leggerezza con cui è stato trattato un dramma ancora caldo. «La goliardia nera non esiste, stiamo parlando di un femminicidio». Un rimprovero secco. Quasi una lezione di etica pubblica impartita a chi, per mestiere, dovrebbe maneggiare con cura sacrale le parole da usare e i reati da giudicare.

Dopo la Bruzzone, Tanga: c’è aria di “Daspo” televisivo dal programma di Milo Infante?

Peraltro il “caso Tanga” scoppia in un momento già delicato per gli equilibri della trasmissione. Dopo il recente bisticcio che ha coinvolto un’altra colonna del programma come la criminologa Roberta Bruzzone – la cui fuoriuscita dal carnet degli ospiti fissi del programma non è stata mai del tutto chiarita al pubblico – i telespettatori ora si chiedono se per il magistrato scatterà il “cartellino rosso”. Nel salotto di Infante, dove la cronaca nera viene trattata con piglio asciutto e senza sconti, le uscite a vuoto non sono gradite. Se l’obiettivo di Tanga era smorzare i toni, ha ottenuto l’unico risultato di finire dietro la lavagna: l’ennesima dimostrazione che, a volte, il silenzio sarebbe la miglior sentenza possibile.

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di Lorenza Mariani - 24 Gennaio 2026