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Migranti, Bignami snocciola la lista della vergogna e Bonafè incassa il Ko tecnico sul ring della tv

Fatti vs propaganda

Migranti, toghe pro e buonisti dem, il ring tv: Bignami snocciola la lista della vergogna e Bonafè incassa (video)

Politica - di Martino Della Costa - 30 Gennaio 2026 alle 15:39

Migranti, sul ring della tv va in scena il match tra Bignami e Bonafè. Ossia: tra fatti e dati della cronaca politica e mistificazioni buoniste e propaganda dem. Mentre il governo di Giorgia Meloni tenta di arginare l’ondata migratoria e garantire la sicurezza dei cittadini, nel salotto di Dritto e Rovescio va in scena il naufragio della retorica piddina. Galeazzo Bignami (FdI) ha messo a nudo, con la forza dei fatti, quel corto circuito tra sinistra e toghe che vorrebbe trasformare l’Italia nel “Paese del Bengodi” per delinquenti e trafficanti.

Migranti, lo scontro in tv tra Bignami e Bonafè

E così, a Rete 4 di Dritto e Rovescio, sotto lo sguardo attento e il piglio del conduttore Del Debbio, lo studio si trasforma i un ring mediatico in cui, tra botte e risposte, il ko lascia al tappato una sinistra dagli argomenti poco difendibili. Documenti alla mano, infatti, Bignami ha snocciolato un bollettino di guerra. Non parliamo di poveri fuggiaschi che scappano da guerre e carestie, ma di “galantuomini” — si fa per dire — con curriculum da brivido: pedopornografia, violenza sessuale aggravata, adescamento di minori. Criminali che le forze dell’ordine, con sacrificio e rischio, pescano e portano nei CPR, pronti per il rimpatrio. Ma qui scatta l’anomalia tutta italiana: il giudice di turno, aggrappandosi a cavilli o presunti problemi di salute (dai “problemi urinari” agli “orecchioni”, ironizza Bignami), apre i cancelli.

Il match tra fatti, dati, cronaca e ideologia buonista a tutti i costi

«Questo è un elenco di un po’ di galantuomini che le forze dell’ordine hanno acchiappato, hanno portato nei Cpr, il direttore lo sa, e poi i giudici hanno detto “eh ma poverino, ma come, ha problemi urinari, dopo gli vengono gli orecchioni, va bene”». E così parte il redde rationem tv, con Galeazzo Bignami che legge una serie di precedenti inquietanti di criminali immigrati fermati prima. E rilasciati astretto giro, poi. E Simona Bonafè, eurodeputata del Partito democratico, ascolta in grande imbarazzo senza provare nemmeno a interrompere sulle prime…

Bignami snocciola la lista choc di precedenti e reati dei migranti e delle scarcerazioni seguite

E ancora. «Condannato per i reati di detenzione materiale pedo-pornografico, pornografia minorile, adescamento di minori, violenza sessuale aggravata, pornografia virtuale, Cpr di Milano, il giudice ha detto libero. Un altro, precedenti penali per porto d’armi, atti oggetti a difendere, atti osceni in prossimità di minori, furto aggravato, violenza sessuale… Perché qua c’è anche un altro problema, che questi migrati hanno una concezione dei bambini che a me non piace molto. E dovrebbero anche iniziare a essere messi in galera»… Di più. Incalza Bignami: bisognerebbe «prendere la chiave e buttarla via perché per me se tocchi un bambino tu non esci più da dove ti metto. Preso e mandato via». E proseguendo in uno straziante elenco senza fine, Bignami prosegue: «Un altro: condanne precedenti per violenza domestica, lesione personale aggravata, evasione, evasione, cioè evasione.- Ossia: lo prendono, evade, e il giudice dice liberiamolo»…

Il silenzio imbarazzato della sinistra alla Bonafè

Davanti a questo scempio, Simona Bonafè (Pd) balbetta la solita litania: «È colpa del governo che non rimpatria». Una tesi che non regge. Neppure al primo soffio di vento dei meno obiettivi. Come si può rimpatriare se lo Stato cattura e una parte della magistratura libera? È l’asse che scricchiola. Un gioco di sponda ideologico che non solo mette a rischio la sicurezza di chi accoglie, ma foraggia indirettamente i trafficanti di esseri umani, le cui mani sono sporche di sangue. Se il segnale che arriva è che “in Italia tutto è permesso”, il business della disperazione non si fermerà mai.

Migranti, botta-risposta Bignami-Bonafè: non tutti remano nella stessa direzione?

«Non riuscite a rimpatriare gli immigrati irregolari ed è colpa dei giudici – prova a ribattere la Bonafè –. Non sarà magari anche un po’ ogni tanto colpa del governo? Visto che avevate promesso, dopo tre anni, di risolvere i problemi di sicurezza…».

«Sai dov’è che sbagliamo?– ribatte Bignami –. Nel fatto di credere che tutti remino nella stessa direzione, invece c’è chi rema contro. Voi odiate le divise! – attacca il meloniano –. Noi le abbiamo difese. Le abbiamo assunte. E non è un problema di numero: è un problema di lasciarli lavorare. E la condizione migliore per lasciarli lavorare è far sì che se uno per difendersi spara a una persona, e non lo fa con piacere, non si ritrovi indagato. Ha fatto una cosa che nessuno di noi vuole fare: ammazzare una persona. E l’ha fatto per difendere tutti noi».

Migranti, il match tv e il colpo di grazia di Bignami alla Bonafè

Ed è evidente che il colpo di grazia (o knockout tecnico che dir si voglia) arrivi proprio sulla tutela delle forze dell’ordine. La proposta di Bignami è chiara: proteggere chi ci protegge, evitando che un agente, per aver fatto il proprio dovere, finisca nel tritacarne giudiziario. «C’è una bella proposta di legge – conclude l’esponente di FdI – che dice: gli agenti che agiscono nell’adempimento del dovere non devono essere indagati. La voti? Se la voti hai ragione, se non la voti sono solo chiacchiere. Sono il primo firmatario, se vuoi ti aggiungo io», insiste Bignami con la Bonafè. La risposta della sinistra è il solito silenzio imbarazzato. Perché la verità è una sola: a loro non interessano le vittime o la legalità, ma solo il mantenimento di un sistema dove l’uniforme è un nemico e il clandestino violento un “poverino” da tutelare. Fine delle chiacchiere.

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