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Metal detector nelle scuole, Valditara spiana la sinistra: “Ma quale repressione, è un’esigenza di sicurezza”

Il ministro: "Io incredulo"

Metal detector nelle scuole, Valditara spiana la sinistra: “Ma quale repressione, è un’esigenza di sicurezza”

Politica - di Angelica Orlandi - 24 Gennaio 2026 alle 16:42

Ma dove la vedono la repressione? E’ un ministro Valditara sconcertato quello che si trova a Rivisondoli, a un evento della Lega, Idee in movimento”. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, dopo la tragedia dello studente egiziano ucciso con una coltellata fatale da coetaneo marocchino , ha annunciato quello che da molte parti è richiesto:  l’imminente pubblicazione di una circolare sui metal detector mobili negli istituti scolastici. Per questo è rimasto stupito delle critiche sollevate dall’opposizione urlante che ha definito l’iniziativa come una forma di repressione. La sinistra scopre la sicurezza a giorni alterni: un giorno la invoca a chiacchiere per attaccare il governo. Quando il governo agisce parla di repressione.

Valditara: Questo governo sta facendo un’autentica rivoluzione culturale

Valditara pertanto smonta queste accuse così sgangherate: “Questo governo sta facendo un’autentica rivoluzione culturale. Arriviamo da 60 anni di una ‘cultura’ che ha disintegrato il buon senso”. I fatti di cronaca drammatici incombono: “Viene ucciso un ragazzo con un coltello in una scuola – ricorda Valditara – oggi hanno trovato addirittura un ragazzo con un machete in una scuola. Sta diventando quasi una moda. E la prima cosa che mi è venuta spontanea proporre sono stati i metal detector mobili per controllare gli ingressi. Questa è un’esigenza di sicurezza, è un’esigenza di libertà: è una garanzia nei confronti dei nostri giovani, dei nostri docenti, del personale della scuola”. E ha aggiunto: “Quando hanno parlato di repressione ero incredulo. E c’è pure qualcuno che gli ha dato retta, ma dove sta la repressione? Questa è sicurezza”.

La polemica sui metal detector non ha senso

Ricordiamo a chi invoca più sicurezza a giorni alterni che un instant poll di Skuola.net, realizzato su oltre 500 studenti all’indomani della tragedia di La Spezia mostra che il 60% dei giovani sia d’accordo con una stretta sui controlli. Compreso l’uso di metal detector in contesti a rischio, come appunto le scuole – e con l’adozione di una linea dura contro i minori che portano o utilizzano coltelli o altri oggetti atti a offendere, anche attraverso sanzioni severe come il ritiro della patente o del passaporto. Non solo, don Patricello, parroco di Caivano, il Moige si sono espressi a favore della misura. Solo la sinistra parla di “ghettizzazione”…

“La sinistra rifugge dal concetto di merito”

Poi il ministro ha fatto il punto su altre questioni educative poste in essere: “Con Agenda Sud stiamo riportando a scuola ragazzi che non ci andavano più. Abbiamo triplicato le competenze in Puglia, in Campania, nelle scuole dove è stata applicata la riforma dell’istituzione tecnico-professionale. Che dà delle opportunità concrete ai nostri giovani, di inserimento veloce e rapido nel mondo lavorativo. Dall’altra parte c’è una sinistra che rifugge dal concetto di merito”. E ha fornito un ulteriore dato: “Noi abbiano raggiunto i risultati che il Pnrr aveva previsto per il 2030: e siamo all’8,3% di abbandono scolastico quando la Germania supera il 10%. Vuol dire che abbiamo dato a 500 mila giovani la possibilità di costruirsi un futuro”.

I contratti degli insegnanti

In ultimo, i contratti agli insegnanti: “Sono passati tre anni prima che il governo di centrosinistra si decidesse, nel 2018, a concedere un piccolo aumento, poi altri tre anni e zero. Noi in tre settimane abbiamo rinnovato un contratto che era aperto da tre anni.E  che tutti i sindacati e forze politiche non erano riusciti a sottoscrivere perché non c’era un accordo. Abbiamo chiuso un secondo contratto 22-24 e ci apprestiamo a chiudere un terzo contratto per il personale della scuola”.

 

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di Angelica Orlandi - 24 Gennaio 2026