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Il premier Giorgia Meloni a Niscemi per un sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo in Sicilia

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Meloni a Niscemi: sorvolo in elicottero e riunione in Comune. Il sindaco: «Vuole un timing preciso degli interventi» (video)

La premier arriva nelle zone della Sicilia colpite dal maltempo e presiede il vertice per fare il punto della situazione e degli interventi da effettuare. Intanto, dalla Regione Siciliana arriva a tempo di record il primo bando per gli aiuti alle imprese colpite

Politica - di Luciana Delli Colli - 28 Gennaio 2026 alle 11:08

Giorgia Meloni si trova in Sicilia, nelle zone colpite dal maltempo. La premier ha sorvolato in elicottero l’area, insieme al capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e poi si è fermata a Niscemi, dove il ciclone Harry ha causato una frana disastrosa. La premier si è recata in Comune, dove ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina, per partecipare a una riunione operativa in cui fare il punto della situazione e degli interventi da effettuare.

Meloni a Niscemi: quanto accaduto nel ’97 non si ripeterà

Secondo quanto trapelato, la premier ha assicurato che «quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere». Ai tecnici Meloni ha fatto domande specifiche e non appena il governo riceverà la fotografia completa di danni e conseguenze della frana, che ha provocato lo sgombero di oltre 1.500 persone dalle loro case con un fronte di oltre 4 km, saranno assunti provvedimenti immediati. Il premier ha anticipato che ritornerà a Niscemi.

Il sindaco: «Il premier vuole un timing preciso degli interventi»

«Il premier Meloni ha chiesto di sapere la situazione delle persone rimaste senza casa a Niscemi. Ha voluto i numeri, ha voluto capire in che condizioni si trovano in questo momento e vuole certamente dare risposte», ha spiegato il sindaco Conti, confermando che «il premier vuole un crono programma, un timing preciso di questi interventi». «Senza indicare tempi, ma giorni, qualche settimana, chiaramente si farà un nuovo incontro per poter decidere puntualmente sugli interventi di messa in sicurezza, in alcuni casi come la SP 11, di messa in sicurezza per il Belvedere, di ricostruzione o di riallocazione di chi ha perso la casa». «Ci potrebbe essere ipotesi del piano casa, Meloni ha voluto sapere il punto della situazione, la descrizione puntuale dell’evento e la necessità di lavorare ad una risposta concreta per questa nostra comunità», ha proseguito il primo cittadino, rivelando di non aver saputo in anticipo «della visita del premier Meloni». «L’ho appreso quando l’ho vista arrivare con il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano».

«Quello che emerge è una grandissima attenzione da parte del governo, da parte sua e soprattutto il fatto che vorrà ritornare nel momento in cui si avranno quelle relazioni tali per poter prendere delle decisioni assolutamente intelligenti», ha detto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, che si trovava a Niscemi per un sopralluogo, ma senza sapere che sarebbe arrivata la premier, la quale all’arrivo in Municipio è stata travolta dai giornalisti, tanto da dover chiedere di non fare «piazzate», perché «siamo qui per lavorare».

Schifani: «Situazione senza precedenti»

A Niscemi la situazione resta estremamente complessa. Nella serata di ieri Ciciliano avvertiva che la frana «è ancora attiva». Situazione confermata stamattina dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Ospite di Sky Tg24, il governatore ha chiarito che a Niscemi «è già stata istituita una zona rossa a 150 metri dalla frana e tutte le abitazioni in questa zona sono state abbandonate». «La zona in pericolo – ha aggiunto – è in sicurezza sotto il profilo della tutela dei cittadini. Come giustamente dice Ciciliano, la frana è dinamica ma la zona rossa è una misura di salvaguardia e contenimento. Naturalmente va monitorata».

Schifani ha quantificato in due miliardi la stima dei danni e ha sottolineato che quella che si è verificata nel Comune è una situazione «senza precedenti». «Non è il tempo delle polemiche che non mi appartengono, perché effettivamente vedere uno scenario di un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme è una cosa che nessun cittadino italiano o del mondo preferirebbe vedere. Bisogna rimboccarsi le maniche, cosa che stiamo facendo», ha proseguito, aggiungendo che «studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale di quella struttura lontana naturalmente dalla frana». «Le risorse le individueremo, naturalmente c’è tutta la buona volontà. In questo momento occorre presidiare e il presidio mi sembra ben fatto da parte della Protezione civile nazionale regionale. Perché esistono ormai dei sistemi di controllo delle frane».

Già pronto il primo bando della Regione Siciliana per le imprese colpite

Intanto, secondo quanto riferito dal Giornale di Sicilia, Schifani, già ieri sera, di ritorno dal sopralluogo a Niscemi, insieme all’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo e al dirigente dell’Irfis Giulio Guagliano, ha messo a punto il primo bando per gli aiuti alle imprese duramente danneggiate dal passaggio del ciclone Harry sull’isola. Il provvedimento – che ha un budget di 20 milioni stanziati ieri dall’Ars – sarà pubblicato fra lunedì e martedì dall’assessorato alle Attività produttive e sul sito dell’Irfis. Dalla settimana successiva si aprirà la piattaforma informatica per presentare le domande con un termine di 30 giorni in modo da poter arrivare a metà marzo a stilare una graduatoria e all’erogazione dei primi aiuti. Come ripetuto più volte, negli ultimi giorni, dal presidente Schifani, la parola d’ordine è semplificazione: non serviranno Durc né certificazioni delle Agenzie delle Entrate ma sarà sufficiente una perizia giurata di un professionista e un’autocertificazione. Non essendo ancora possibile quantificare il numero di imprese danneggiate dal maltempo, «il governo – spiega il quotidiano – ha previsto di assegnare subito a qualunque richiedente, di tutte le categorie produttive, 5mila euro a fondo perduto».

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di Luciana Delli Colli - 28 Gennaio 2026