Al Quirinale
Mattarella: «Per i magistrati l’imparzialità è un dovere in ogni contesto». E richiama «umiltà» e «responsabilità»
Il presidente della Repubblica ha incontrato i magistrati ordinari in tirocinio. Alle nuove leve dell'ordina ha ricordato la necessità di comportamenti appropriati per non mettere a rischio «la fiducia dei cittadini nel corretto svolgimento dell’attività giudiziaria»
«Chi esercita la giurisdizione ha il dovere di essere imparziale, e di testimoniare imparzialità in ogni contesto, anche extrafunzionale, per evitare che il comportamento del singolo possa porre a rischio la fiducia dei cittadini nel corretto svolgimento dell’attività giudiziaria». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro al Quirinale con i giovani magistrati. Il tema dell’imparzialità è tornato più volte nel discorso del Capo dello Stato, anche come richiamo a una applicazione rigorosa delle leggi, senza «pregiudizi» e «condizionamenti».
Mattarella ai giovani magistrati: «L’imparzialità è un dovere in ogni contesto»
«Il rigore morale e l’alta professionalità costituiscono i due elementi che sorreggono la credibilità dell’Ordine giudiziario», ha sottolineato Mattarella, ricordando ai magistrati ordinari in tirocinio che «alla magistratura viene affidato un compito cruciale: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. È un’attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche e assoluta imparzialità nell’interpretazione».
Il rifiuto di «condizionamenti, pregiudizi, influenze»
«La nostra Carta fondamentale, al pari delle altre costituzioni europee nate nel secondo novecento, all’indomani dei devastanti conflitti mondiali e delle esperienze drammatiche delle dittature, si fonda sui principi della democrazia liberale basata sulla separazione tra i poteri. Essa persegue, infatti, il duplice obiettivo di bilanciare i poteri dello Stato e di garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ciascuno», ha ricordato il presidente, chiarendo che «le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili, proprio perché funzionali ad assicurare che le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o critiche. Per rendere effettiva tale indipendenza la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura».
Il richiamo a «responsabilità», «umiltà», «prudenza»
«Il compito che vi aspetta è complesso e, insieme, avvincente. Questa consapevolezza non deve suscitare apprensione ma va tradotta in senso di responsabilità nell’esercizio della giurisdizione», ha aggiunto Mattarella, ricordando ai giovani magistrati che «anche a voi tocca essere agenti della Costituzione, attori nella difesa della legalità e della giustizia, presidio dei diritti di ogni persona». «Per affrontare un compito così alto vi sarà utile, accanto alla profonda conoscenza del diritto, la ricerca di leale confronto, il rifiuto di ogni forma di presunzione, attitudini che inducono alle doti preziose dell’umiltà e della prudenza del giudizio. Doti che, in ogni ambito e in ogni tempo – ha avvertito il presidente della Repubblica – è sempre stato più facile elogiare piuttosto che praticare».