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Maltempo, Musumeci vola in Sicilia per garantire il sostegno del governo: non è e non sarà un problema di risorse (video)

Tappa a Messina e Catania

Maltempo, Musumeci vola in Sicilia per garantire il sostegno del governo: non è e non sarà un problema di risorse (video)

Il ministro per la Protezione Civile dell'Esecutivo Meloni ha annunciato che la prossima settimana relazionerà il CdM sulla richiesta di stato di emergenza e ha assicurato che già dai ieri per i i sindaci è possibile operare in deroga con ordinanze di somma urgenza

Politica - di Eva De Alessandri - 22 Gennaio 2026 alle 17:37

Il Ministro per la Protezione Civile e le politiche del Mare, Nello Musumeci è volato nel primo pomeriggio in Sicilia per vedere personalmente i danni provocati dalla grave ondata di maltempo delle ultime ore ha colpito il Sud Italia e per garantire solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite. Insieme a lui è arrivato sull’isola anche il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Prima tappa della visita è stato il Comune di Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina.

Il ruolo delle Regioni e dei Comuni

A margine il rappresentante del governo Meloni ha fatto un punto stampa nel corso del quale ha spiegato che l’Esecutivo sta “seguendo esattamente quello che il Codice di Protezione Civile ci obbliga di fare”. Come prima cosa, ha detto Musumeci “ora che è tornata una relativa calma bisogna procedere alla conta dei danni. Questo è un compito dei Comuni che dovranno relazionare alle rispettive Regioni” e dunque Sicilia, Calabria e Sardegna. “La Regione formalizza la richiesta dello Stato di emergenza oltre a poter dichiarare lo Stato di emergenza regionale, previsto da una apposita legge”, ha spiegato ai giornalisti il Ministro.

Prossima settimana la richiesta di stato di emergenza in CdM

Musumeci ha poi annunciato la riunione del Cdm già per la prossima settimana: “Dopo una sommaria istruzione da parte del dipartimento io proporrò e relazionerò al Consiglio dei ministri la richiesta della dichiarazione dello Stato di Emergenza nazionale, che si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di potere operare per i primi interventi: rimuovere detriti, ostacoli e ripristinare la viabilità e la funzionalità dei servizi essenziali” E “se i danni alle infrastrutture sono danni relativi possono operare direttamente gli enti locali – ha sottolineato – se si tratta di ricostruzione vera e propria bisognerà chiudere la fase di emergenza e aprire lo stato di ricostruzione”.

Ancora presto per quantificare i danni

Su una possibile stima dei danni il ministro ha spiegato che “ancora è presto per fare una quantificazione seria. Bisogna essere prudenti per ora. Teniamo conto che non è soltanto la costa della Sicilia orientale ad essere stata colpita ma ci sono e ci segnalano danni anche nell’entroterra, nelle aree interne, frane, 200 persone evacuate nel catanese”. Di certo, però, “non è e non sarà un problema di risorse” ha assicurato il Ministro e “i sindaci potranno operare in deroga con ordinanze di somma urgenza. Questo possono farlo già da ieri. Tutto il resto sarà valutato”.

Al vaglio già da subito la scelta della procedura più celere

Prima di lasciare la provincia di Messina per recarsi nel catanese, Musumeci ha anticipato che “nelle prossime ore ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei dipartimenti per fare il punto e per concordare con i presidenti di regione qual è la procedura più celere che può consentire un ripristino dei nostri territori che so benissimo, da siciliano, essere ambienti su cui posa buona parte dell’economia estiva”. Quindi “prima si ripristina e meglio è ma l’interlocutore principale in questa fase rimane la Regione anche se il dipartimento nazionale e il Governo centrale sono sempre presenti secondo il principio di sussidiarietà per sostenere gli enti che avranno necessità di essere accompagnati nella procedura celere e trasparente” ha concluso.

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di Eva De Alessandri - 22 Gennaio 2026