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“Magistrati spiati dal ministero? Fake news. Bonafede e Cartabia possono confermare”. Nordio smonta l’ultima bufala di Report

La replica del ministro

“Magistrati spiati dal ministero? Fake news. Bonafede e Cartabia possono confermare”. Nordio smonta l’ultima bufala di Report

Politica - di Carlo Marini - 21 Gennaio 2026 alle 19:16

«Sono stato sollecitato in modo bizzarro a dare spiegazione su un evento, che non so da quale pattumiera delle fake news sia stato raccolto, ma è stato recepito da un intervento della Serracchiani». Con parole nette il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in aula al Senato prima delle comunicazioni sulla giustizia facendo riferimento a un’anticipazione di un’inchiesta di Report, aggiungendo: «Sottoporre, senza autorizzazione della magistratura, i pc non solo dei parlamentari ma dei magistrati costituirebbe reato: attribuire al ministro della giustizia un comportamento che configurerebbe reato lo considero di una gravità inaudita».

Il Guardasigilli chiarisce che il sistema cui la trasmissione Report fa riferimento, impiegato da anni, «non consente sorveglianza attiva, non legge contenuti e il controllo da remoto non è mai stato attivato».«È stato attribuito al ministro un reato – conclude Nordio in riferimento a quanto detto dalla responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani -. Allora lamentarsi di una circostanza del genere non mi pare sia minaccia ma sollecitazione a non usare parole improprie».

Gasparri: sui magistrati spiati un’altra fanfaluca della sinistra

«Vedo che alcuni settori della sinistra cavalcano un’altra fanfaluca – commenta il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri – quella che il ministero della Giustizia spierebbe tutti i magistrati. Nordio ha già detto che si riserva iniziative giudiziarie contro questa azione diffamatoria. Sconcerta poi che Report ed i grillini scendano nuovamente in campo su vicende tese a coprire le loro condotte. Addirittura Cafiero de Raho osa sottoscrivere, insieme ad altri suoi colleghi grillini, una nota di contestazione contro il Ministero della giustizia, forse perché si illude che urlando cancelli le sue responsabilità nello scandalo Striano-Procura nazionali antimafia. De Raho è sotto i riflettori».

“Mossa della sinistra per sviare da Cafiero De Raho”

«Sono state denunciate le sue colpe quando dalla Procura antimafia uscivano, tramite Striano, notizie che finivano sul giornale amici e compiacenti. È, semmai, De Raho che ha compiuto azioni illegali delle quali viene accusato dalla Commissione antimafia, dove queste vicende saranno discusse e analizzate sulla base di una puntuale relazione che è stata depositata nei giorni scorsi. Da Raho si dovrebbe andare a nascondere per la vergogna, altro che urlare contro un galantuomo come Nordio».

Le opposizioni hanno chiesto che il governo e la presidente del Consiglio Meloni riferiscano in Aula della Camera sulla “inquietante” vicenda dei computer di alcuni magistrati che sarebbero stati spiati. La notizia, riportata da un servizio della trasmissione della Rai Report, «è grave e richiede che il governo faccia subito chiarezza», dicono Avs, Pd, M5s e Iv. Ma la replica di Nordio è piuttosto circostanziata. «L’infrastruttura usata negli uffici giudiziari è lo stesso sistema di gestione in sicurezza dei PC già in funzione dal 2019, come certamente potranno confermare i Ministri che mi hanno preceduto. Non consente sorveglianza delle attività dei magistrati. Non legge contenuti, non registra tasti o schermo, non attiva microfoni e webcam. Le funzioni di controllo remoto non sono attive né sono state mai attivate».

La replica di Nordio sulle anticipazioni di Report: il software c’era pure coi ministri Bonafede e Cartabia

Ma la replica di Nordio nell’aula è decisamente circostanziata e puntuale: «Da ex magistrato, sono abituato a giudicare sulle carte, iusta acta et ac probata, come si dice in latino, che di tanto in tanto è bene recuperare, e non sui “si dice”. Comunque, per assecondare le vostre richieste, per quanto discutibilmente rituali, leggerò il comunicato che ho già fatto sulle accuse surreali in merito alle anticipazioni su Report. L’infrastruttura usata negli uffici giudiziari è lo stesso sistema di gestione in sicurezza dei PC già in funzione dal 2019, come certamente potranno confermare i Ministri che mi hanno preceduto (Bonafede e Cartabia ndr). Non consente sorveglianza delle attività dei magistrati. Non legge contenuti, non registra tasti o schermo, non attiva microfoni e webcam. Le funzioni di controllo remoto non sono attive né sono state mai attivate. Vorrei dire, citando il sommo poeta: “che questo sia suggel ch’ogn’omo sganni”».  E il campo largo s’attacca a Report.

 

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di Carlo Marini - 21 Gennaio 2026