Giornalista scomodo
Mafia, 33 anni fa l’assassinio di Beppe Alfano. La premier ne ricorda il coraggio: non piegò mai la testa
“Trentatré anni dalla scomparsa del giornalista Beppe Alfano, brutalmente ucciso dalla mano mafiosa. Oggi ricordiamo il suo coraggio e la sua forte dedizione nella continua ricerca della verità. A noi il compito di rendere memoria a un uomo che non ha piegato la testa e di proseguire nell’azione di lotta contro ogni forma di mafia e corruzione”. Così, in un post sui social la premier Giorgia Meloni omaggia la figura del cronista de La Sicilia ammazzato la sera dell’8 gennaio del 1993, a Barcellona Pozzo di Gotto, a pochi passi dal centro storico, colpito da alcuni proiettili calibro 22 “spediti” da Cosa Nostra mentre era fermo alla guida della sua Renault 9. Aveva 47 anni e lasciò la moglie Mimma Barbaro, scomparsa lo scorso luglio, per anni presenza coraggiosa ad ogni commemorazione e tre figli, come ricorda l’Assostampa Sicilia in una nota in coi rende noto le iniziative per il 33esimo anniversario dell’omicidio di Alfano.
33 anni l’assassinio di Beppe Alfano, il ricordo della premier Meloni
“La sua attività giornalistica si era concentrata in particolare su uomini d’affari, mafiosi latitanti, politici e amministratori locali e massoneria. Rraccontando per anni le lotte fra le cosche mafiose locali. Nonostante un lungo processo, restano ancora ombre e dubbi sui veri mandanti e sul perché di questo omicidio”. Su Instagram anche la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo rivolge un pensiero all’indimenticabile Beppe Alfano. “Voglio rendere omaggio a un giornalista antimafia che ha fatto della ricerca della verità una missione civile. Con il suo lavoro libero e coraggioso, Alfano ha denunciato le infiltrazioni mafiose nel suo territorio, pagando con la vita la scelta di non piegarsi all’omertà e alle intimidazioni”. Così Colosimo definendo il suo esempio “ancora oggi un riferimento alto per il giornalismo d’inchiesta e per tutti coloro che credono nella forza della legalità e delle istituzioni. Ricordare Beppe Alfano significa rinnovare l’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata e nella difesa della libertà di informazione”.