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Ma quali liste di proscrizioni contro i prof di sinistra, anche Schlein ci prova. È un sondaggio sullo stato delle scuole

Azione studentesca spiega

Ma quali liste di proscrizioni contro i prof di sinistra, anche Schlein ci prova. È un sondaggio sullo stato delle scuole

Politica - di Gloria Sabatini - 28 Gennaio 2026 alle 15:09

C’era da aspettarselo. Le sinistre si confermano maestre nel manipolare e strumentalizzare qualsiasi iniziativa provenga da destra. Con una particolare predilezione per quelle giovanili, sempre alla ricerca dell’occasione ghiotta per sparare a zero contro il “mostro nero”, il tasso di fascismo nascosto tra gli under 30 di Fratelli d’Italia. Così un questionario di Azione studentesca sulle condizioni dell’istruzione nei licei diventa il pretesto per gridare alle liste di proscrizione contro i professori di sinistra. “Le liste di proscrizione non si adattano bene a una democrazia liberale come la nostra ma solo ai regimi. È una iniziativa di un gruppo universitario vicino a Fdi: chiedo a Meloni di far ritirare questa iniziativa con la lista di proscrizione degli insegnanti di sinistra”. Così Elly Schlein che, come sempre poco informata, si getta a capofitto sull’ultima polemica del giorno. Con il solito tono barricadero da militante dell’ultra sinistra.

Schlein inventa le liste di proscrizione contro i prof rossi

“Questo tipo di iniziative cercano di additare un nemico. È una iniziativa che va contrastata e ritirata tanto più se viene da un’organizzazione vicina alla premier”, conclude Elly. Nei giorni scorsi le opposizioni hanno cavalcato la notizia, condannando con sdegno democratico quello che non c’è.  Tra le più scatenate  Elisabetta Piccolotti di Avs che cade dalle nuvole sulla politicizzazione nella aule e denuncia il processo dei giovani di destra alle lezioni faziose (che non esistono ovviamente). Non è da meno Angelo Bonelli. Tutti a tuffarsi sulla bufala. Non è la richiesta di marchiare i nemici, pratica molto diffusa, invece, contro gli studenti e i militanti di destra. Con tanto di nome, cognome, indirizzo e numero di targa.

Azione studentesca: ma quale black liste era un sondaggio innocuo

Nessuna black list (o red list). Lo spiega subito il presidente di Azione studentesca, Riccardo Ponzio. “Non chiediamo nomi,  né criminalizziamo alcuno o facciamo liste di proscrizione come è stato detto strumentalizzando e falsificando l’iniziativa. In una domanda del questionario si chiede ‘hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?’  Se sì, si chiede di specificare meglio il caso. Trovo molto più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi; peraltro i casi di propaganda nelle scuole ci sono ogni giorno“.

La campagna nazionale “La scuola è nostra” fa paura alle sinistre

Si tratta di una campagna nazionale intitolata “La scuola è nostra” di Gioventù studentesca per stilare un report sulla situazione delle scuole italiane. “All’interno della campagna – spiega Ponzio – c’è un Qr code che rimanda a un forum Google al cui interno ci sono varie domande, relative alle gite, all’edilizia e a varie problematiche che si riscontrano nei nostri istituti scolastici”. Se non fosse abbastanza chiara la fake news basta legge il post chiarificatore di Azione studentesca che invita le opposizioni a guardare in casa propria.

“Chi vuole vedere del marcio è in totale buonafede”

“Chi vuole vedere del marcio all’interno di un sondaggio che chiede agli studenti lo stato dell’istruzione in cui su si trovano a crescere è in totale malafede. Peggio ancora, vuol dire difendere una parte – fortunatamente minoritaria ma chiassosa – della classe docente di questa Nazione. Che si arroga il diritto di fare propaganda da una cattedra a ragazzi che devono poter formare liberamente le proprie idee. Invitiamo, quindi, l’onorevole Piccolotti a presentare un’interrogazione parlamentare anche verso la rete degli studenti medi (organizzazione di sinistra, ndr) che tappa simbolicamente la bocca al ministro Valditara. E all’unione degli studenti che, sempre a Pordenone, stila quelle che lei definirebbe “liste di proscrizione” verso presunti studenti e professori discriminatori”. Di fronte al polverone scatenato il ministro dell’Istruzione non ha avuto difficoltà a intervenire. “Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato gli opportuni accertamenti per verificare i fatti. Da quanto risulta al momento, si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo”.

 

 

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di Gloria Sabatini - 28 Gennaio 2026