Prendere esempio
Lotta alla mafia, il Brasile ricorre ai metodi e alle leggi italiane per contrastare le organizzazioni criminali
«In Brasile non abbiamo una legislazione specifica per le organizzazioni criminali di tipo mafioso». A dirlo è stato Lincoln Gakiya, procuratore del ministero Pubblico di San Paolo, che è stato ascoltato in un’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere. Successivamente, il delegato ha annunciato di aver partecipato alla stesura di un disegno di legge che ora è all’esame del Congresso: «Hanno deciso di non usare il termine mafia, che gli sembrava troppo, è stato deciso di dargli il nome di ‘disegno di legge anti-fazione’ che prevede diverse misure, come l’isolamento dei leader delle organizzazioni. Quanto alle radici delle normative adottate dal Brasile per contrastare la criminalità organizzata, il procuratore ha confermato che gli organi competenti si sono «ispirati alla legislazione italiana».
Lotta alla mafia, il Brasile si ispira alle leggi e ai metodi italiani per contrastare la criminalità
Attualmente, in Brasile si guarda anche all’esempio del «41bis che prevede l’allontanamento dei leader delle organizzazioni criminali». Come ha evidenziato Lincoln Gakiya «ci siamo ispirati al 416 bis della legislazione italiana per quanto riguarda le misure di confisca e sequestro dei beni dei criminali che fanno parte di queste organizzazioni». Quanto al disegno di legge anticipato dal procuratore sudamericano, si sa che l’iter per l’approvazione è in corso e dunque «se tutto va bene verso maggio avremo una legislazione che andrà a tipizzare queste organizzazioni criminali e le distinguerà da altri nuclei più piccoli».