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“ll mio prof ha strappato la foto di Meloni e mi ha chiamato fascio appeso”. Le risposte degli studenti al questionario di Azione studentesca

L'esclusiva

“ll mio prof ha strappato la foto di Meloni e mi ha chiamato fascio appeso”. Le risposte degli studenti al questionario di Azione studentesca

Politica - di Gloria Sabatini - 28 Gennaio 2026 alle 17:39

Dedicato a Pd, Avs, collettivi, antagonisti, centri sociali e sedicenti sentinelle democratiche. Altro che liste di proscrizioni della destra under 30 contro i prof di sinistra nei licei e alle università. È semmai drammaticamente vero il contrario. Professori che in aula fanno i predicatori di odio e di antifascismo, improvvisano lezioni contro la “dittatura” del governo Meloni, stracciano le immagini della premier, insultano la memoria di Charlie Kirk, affibbiano insufficienze per antipatia politica.

In esclusiva le risposte al questionario di Azione studentesca

E lo dimostrano “nero su bianco” le testimonianze di giovani  studenti interpellati dal questionario diffuso da Azione studentesca sulle condizioni dell’istruzione in Italia che il Secolo d’Italia ha visionato in esclusiva. Altro che black list dei docenti rossi, come da due giorni ci raccontano sdegnati i leader delle opposizione Elly Schlein in testa. L’iniziativa, additata dalle sinistre come un’operazione di pericolosa schedatura dei docenti,  fa parte di una campagna dal titolo “La scuola è nostra”. E non prevede certo appelli a indicare nome e cognome dei professori non proprio esempi di rispetto del pluralismo delle idee

Le testimonianze choc degli studenti

All’interno del questionario diverse domande tra le quali una. Quella che ha scatenato il putiferio. Si chiede ‘hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?’  Se sì, si chiede di specificare meglio il caso. Tutto qui.  Alcune delle risposte sono a dir poco allarmanti. Andrea da Brindisi scrive “Un professore ha esultato per la morte di Charlie Kirk e strappò la foto di Giorgia Meloni presente in aula accanto al crocifisso. E poi una supplente mi boicottò la candidatura a rappresentante d’istituto (nonostante avessi presentato la liste in regola a differenza di altri) solo perché stavo leggendo un libro di Ezra Pound chiamandomi fascio appeso”.

Un professore strappò la foto di Giorgia Meloni in aula

Gian Marco da Roma racconta che il professore di matematica “ci incita ad andare a manifestare negli ultimi scioperi, uguale la professoressa di italiano”. Virginia da Bologna tra gli episodi più eclatanti cita “inneggiare all’odio verso il nostro governo, facendoci svolgere dei compiti in classe in cui si deve dare un’opinione politica. E chiaramente incitando all’opinione politica di sinistra (ho preso 4 e mezzo e ho scritto che non siamo  doverci integrare agli immigrati sradicando le nostre tradizioni, coincidenze? Io non credo). C’è anche Marco da Bergamo, che scrive “si rifiutano di spiegare determinati argomenti, come parti di storia e di letteratura, dicendo che non spiegano certi argomenti perché sono fascisti”.

L’elogio delle proteste pro Pal e della Flotilla

Alessandro da Forlì racconta “l’elogio delle proteste pro Pal e della Global Summit Flotilla come unico modo per aiutare i palestinesi”. Elia da Terni cita un episodio: “Durante una lezione sul fascismo la professoressa ha affermato che il governo Meloni sta attuando un colpo di Stato bianco, rendendo l’Italia di nuovo fascista. Successivamente esclama davanti a tutta la classe ‘Quelli del Fronte della Gioventù (riferendosi a me, militante di As e  Gn) sono solamente dei deficienti ignoranti’. Questo è solo uno dei pochi casi”.

Deridono chi non partecipa alle manifestazioni per la Palestina

Lorenzo da Trieste: “Durante questo autunno il mio professore di filosofia derise tutti gli studenti che non partecipavano a manifestazioni pro Pal”.  Elia da Terni racconta della professoressa di storia che “fa la prima guerra mondiale in un’ora e salta la seconda, limitandosi a dire le solite quattro cose sul ventennio e ammiccando al governo attuale come un erede del Pnf. A suo dire avrebbe saltato i dovuti approfondimenti del programma, attenendosi solo al manuale, già di per sé politicizzato, per motivi di tempo, legato alla preparazione della maturità”.

Nota di classe per posizioni di destra

Filippo da Bologna registra ‘semplicemente’ una nota di classe per posizioni di destra. Ecco alcune perle di professori militanti che non si limitano alla faziosità, che dovrebbe restare fuori dalla classe, ma utilizzano la cattedra per screditare, demonizzare, processare gli studenti non affini ideologicamente. Roba da denuncia. Forse per questo le sinistre scatenato il polvere, delirano di pericolo per la tenuta democratica, gridano allo scandalo perché non se ne parli. È la censura democratica.

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di Gloria Sabatini - 28 Gennaio 2026