La decisione
“L’intelligenza artificiale non può sostituire il lavoro giornalistico”, l’Ordine sanziona un redattore
Era stato pubblicato su una testata giornalistica della Liguria un articolo che aveva al proprio interno una serie di frasi che autorizzavano il sospetto che l’articolo fosse stato realizzato con IA
L’intelligenza artificiale deve essere di supporto all’attività giornalistica ma non la può sostituire. Cosi l’ordine regionale della Liguria, nell’applicare la sanzione del richiamo a un redattore locale, ha stabilito un importante precedente su un tema attuale.
La decisione
Era stato pubblicato su una testata giornalistica della Liguria un articolo che aveva al proprio interno una serie di frasi che autorizzavano il sospetto che l’articolo fosse stato realizzato con l’intelligenza artificiale ma senza che ve ne fosse menzione – come obbligatorio fare – nel testo “ufficiale”.
Nei giorni scorsi – scrive l’Ordine dei Giornalisti ligure – su una testata giornalistica locale è uscito un articolo con in calce un’annotazione segno di un utilizzo dell’uso dell’intelligenza artificiale nella redazione del contenuto. Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Liguria invita i colleghi ad un uso responsabile dell’IA e nel rispetto dell’articolo 19 del nuovo codice deontologico: “l’intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l’attività giornalistica”. E quando vi si fa ricorso “la/il giornalista ne rende esplicito l’utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo”. Il consiglio regionale dell’Ordine ha provveduto a segnalare il caso agli organismi disciplinari.
Le regole stabilite dall’Ordine
L’Ordine dei Giornalisti (CNOG) ha introdotto regole specifiche per disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale, culminate nell’entrata in vigore del nuovo Codice Deontologico il 1° giugno 2025.
Nel codice vi è scritto tra le altre cose che, “L’uso dell’IA non esonera il giornalista dalla responsabilità editoriale. Il professionista deve mantenere il controllo finale su ogni contenuto pubblicato; l’IA è considerata uno strumento di supporto, non un sostituto dell’attività professionale”.
Il codice aggiunge che, “È fatto obbligo di informare chiaramente i lettori quando un contenuto (testo, immagine o video) è stato generato o sensibilmente alterato tramite sistemi di intelligenza artificiale”. Resta imperativo il dovere di “verificare l’accuratezza delle informazioni fornite dall’IA per evitare la diffusione di fake news o allucinazioni del software”.
Le regole dell’Ordine hanno anticipato e si integrano con la Legge italiana sull’IA (Legge n. 132/2025), in vigore dal 10 ottobre scorso, che definisce il quadro nazionale per l’uso etico di queste tecnologia.
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