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Il danno e la beffa per il gioielliere che sparò ai ladri

Il paradosso

L’incubo beffa del gioielliere che sparò ai ladri: niente legittima difesa e rischia pure di doverli risarcire

Tra legittima difesa negata e risarcimenti milionari, ora l'uomo che ha reagito al sopruso criminale rischia anche il tracollo economico: e scatta la raccolta fondi per non lasciarlo solo

Cronaca - di Lorenza Mariani - 28 Gennaio 2026 alle 11:42

Non bastava il trauma di una rapina violenta, né la pesantissima condanna a 14 anni incassata in Appello. Per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 difese la sua attività e la sua vita dal centesimo assalto criminale – sparò e uccise due rapinatori, ferendone un terzo – dopo un tormentoso calvario giudiziario, ora arriva il colpo di grazia: la “morte economica”. La giustizia gli chiede il conto: ora gli impone di risarcire chi è entrato nel suo negozio con intenzioni tutt’altro che benevole.

L’odissea senza fine di Mario Roggero, il gioielliere che sparò ai ladri rischia di doverli risarcire

Nessun riconoscimento di legittima difesa per lui, che si trova oggi ad affrontare un processo che in Appello lo ha condannato a 14 anni di carcere. Ma che, oltretutto – come scrive Il Giornale oggi – «lo obbliga a versare centinaia di migliaia di euro, che potrebbero diventare milioni in caso di condanna definitiva».

Al gioielliere che sparò ai ladri, il danno della legittima difesa negata, la beffa dell’esborso

Piove sul bagnato, perché ancora una volta la cronaca di questa odissea giudiziaria svela la beffa di un’Italia al rovescio in cui il criminale diventa un creditore rispetto a chi ha reagito al sopruso. Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile per il senso comune: un commerciante onesto, violato nella propria proprietà e minacciato nell’incolumità, diventa “debitore” di chi ha cercato di rapinarlo mettendo a rischio al sua incolumità.

Quando il criminale diventa un creditore e la vittima il suo debitore

È lo schiaffo finale a chi crede ancora nella sacralità del lavoro e nel diritto di non soccombere alla violenza altrui. Non solo a Roggero i giudici non hanno riconosciuto la legittima difesa, trasformando la vittima in carnefice. Ma ora, tra risarcimenti e spese legali, gli servono il conto salato che, presentato a un uomo di 71 anni provato da una vita di lavoro e di pericolo e minacce costanti, è da brividi. Così, come riferisce il quotidiano milanese, dopo aver già versato 300mila euro, il gioielliere si ritrova a far fronte a provvisionali che sfiorano gli 800mila euro. Oltre a spese legali che superano gli 80mila.

Un conto amaro e salato

Ma, come anticipato in apertura, il peggio deve ancora venire. Perché se la condanna dovesse diventare definitiva, la stima dei risarcimenti potrebbe lievitare fino all’astronomica cifra di 3 milioni di euro. Una somma che significa lo smantellamento totale di una vita di lavoro e sacrifici, di fatica dietro un bancone e di speranze per la propria famiglia che da quel maledetto giorno del 2021 è sprofondata in un incubo che sembra non avere fine.

La raccolta fondi per il gioielliere che sparò ai ladri: una mobilitazione per la dignità e il riscatto

E allora, davanti al rischio che la dignità di Roggero venga definitivamente stritolata dai tribunali e dai pignoramenti, è nata la raccolta fondi “IostoconMarioRoggero“. L’obiettivo è chiaro: non lasciarlo solo a combattere contro un sistema che sembra volerlo punire due volte. La comunità, che riconosce in lui un uomo onesto portato all’estremo da una pressione criminale insostenibile, ha già iniziato a mobilitarsi per evitargli il tracollo finanziario totale. Perché difendere Mario Roggero significa difendere un principio: quello secondo cui nessuno dovrebbe essere ridotto sul lastrico per aver reagito a un’aggressione criminale.

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di Lorenza Mariani - 28 Gennaio 2026